Storia dell'editoria nell'Italia contemporanea: riassunto

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riassunto del manuale "Storia dell'editoria nell'Italia contemporanea" a cura di Gabriele Turi (32 pagine formato doc)

Storia dell'editoria nell'Italia contemporanea: riassunto - La storia moderna, indicata anche come ancient regime, va dalla fine del medioevo (1453/1492/1517) al Congresso di Vienna, in cui si avviò la Restaurazione, ossia la riaffermazione del potere delle vecchie monarchie.

La rivoluzione francese (1789/1799) che portò alla fine dell assolutismo è vista come spartiacque tra i due periodi; dal 1799 poi prese potere Napoleone, che portò in gran parte dell'Europa gli ideali della rivoluzione, sconfitto pero prima in Russia (1812) e definitivamente a Waterloo (1815).

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Dinamica storica e geografia delle case editrici - A partire dalle repubbliche giacobine e dall occupazione napoleonica, il mondo della stampa subirà una rivoluzione, seppure in tempi e modi diversi nelle varie regioni italiane, destinata a segnare il corso degli eventi in materia; a partire dalla fine del potere di censura della chiesa (lettera di indignazione del cardinale Ruffo Scilla), al tema fondamentale della educazione elementare obbligatoria, questi cambiamenti porteranno a nuovi sviluppi dell industria della stampa.
La stessa libertà di stampa, promulgata nella Dichiarazione dei diritti dell'uomo, 26 agosto 1789, prevedeva una abolizione della censura ecclesiastica e statale, anche se i governi non riescono ad accomunare libertà di stampa con tendenze autoritaria dei vertici giacobini.

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Nel 1810 c'è la prima vera normativa, di matrice napoleonica, in materia di stampa: nasce la Direzione generale di stampa e libreria, con poteri di censura post-pubblicazione. La reale importanza di questi decreti è quello di costituire una normativa comune ai diversi stati, che premia le aziende più forti, con risorse e progetti culturali, in un ottica di relativo liberismo: si crea una sorta di patente (numero minimo di torchi), sono aboliti i privilegi delle stamperie reali.

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