La cosmologia di Giordano Bruno

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La cosmologia di Giordano Bruno descritta da Paul-Henry Michel: Anima del mondo, Materia e atomismo, Universo infinito, Mondi innumerevoli e universo vivente (8 pagine formato doc)

LA COSMOLOGIA DI GIORDANO BRUNO

La cosmologia di Giordano Bruno
CAP IV – L’ANIMA DEL MONDO
Il mondo dell’esperienza è l’essere mobile: tutto si muove senza sosta, ma non per un impulso esterno, la fonte è all’interno, ed è l’anima.
Dall’uno sono nati due principi: formale e materiale, l’anima del mondo che ha potenza di fare, e la materia, che ha potenza di essere fatta.
L’anima universale è onnipresente ed interna, è ovunque e in tutte le cose.

L’anima del mondo e dio - Tra l’anima del mondo e Dio non si interpone nulla, l’anima è inseparabile e coeterna a Dio, e si potrebbe identificare con lo Spirito Santo, anche se questa posizione, estrapolatagli al processo, è una forzatura per rispondere alle accuse di panteismo.

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GIORDANO BRUNO COSMOLOGIA

L’anima del mondo e il mondo - Partendo dai dati d’esperienza: la constatazione del mobile e del molteplice impone un principio di movimento e molteplicità.

Questo è:
- unico per tutti gli esseri animati, cioè in tutti gli esseri;
- interno a ciascun essere.
L’unicità dell’anima non è evidente.
Come vi è un solo principio materiale, così vi è un’anima comune a tutti gli esseri: l’intelligenza universale è una in tutti, ed esiste in tutti l’intelligenza particolare, che si moltiplica secondo il numero degli individui.
Il termine intelletto agente che usa talvolta Bruno non conclude una gerarchia: non c’è intermediario tra l’anima universale e quella particolare. L’intelletto agente è una facoltà, non ha sostanza.
L’interiorità non significa comunque che l’anima abita il corpo: al contrario, lo avvolge, il corpo è dentro l’anima, Dio non governa le cose dall’alto, ma le raggiunge attraverso il loro centro.

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TESI COSMOLOGICHE DI GIORDANO BRUNO

L’anima e le anime - L’anima è una, e con Dio e l’atomo è uno dei tre minima. Non è oggetto di esperienza sensibile, ma offre una molteplicità di esseri animati: le anime sono riflessi, accidenti. Se lo specchio si frantuma, il sole si riflette in ciascun frammento. Il sole è l’anima, le anime sono gli specchi. Ma quali sono le più deformate? L’intelletto universale governa ugualmente bene gli insetti e i corpi celesti. L’eccezione è l’uomo, capace di contemplazione e di pensiero discorsivo. Partecipa dell’anima universale in tutt’altro modo che l’insetto, può imitare l’azione creatrice.

L’introversione - Consideriamo l’anima del mondo in quanto oggetto di conoscenza: tre vie d’accesso, intuizione, deduzione e introversione, cioè attraverso piena coscienza dei suoi atti.
È attraverso l’intelletto che l’uomo può elevarsi fino alla conoscenza del suo principio, ma quando il senso agisce l’intelletto si manifesta per intervalli: non siamo sempre rivolti verso l’anima. Questa “imperfezione” deriva dolore, nostalgia, slancio verso la pienezza.
A questo punto possiamo trarre due conclusioni: 1) l’anima si confonde con Dio, e alla fine l’anima si annienta in lui; 2) l’anima universale contiene tutte le anime, ed è una di queste che le nostra deve ritrovare.

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