Soggettivismo e Modernità, da Cartesio a Sartre

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Sintesi del 1 capitolo del testo "Tommaso D'aquino nel pensiero contemporaneo"di U.Galeazzi (4 pagine formato pdf)

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Cap 1: sulla svolta soggettivistica della modernità da Cartesio a Sartre.
Dialogo critico sulla prospettiva tommasiana

1. Adorno e la svolta soggettivistica della modernità

Theodor Adorno , scrisse insieme a Max Horkheimer, il testo dal titolo: Dialettica dell’ illuminismo . In questa opera Adorno da dignità all’uomo,lo esalta e soprattutto esalta il libero arbitrio dell’uomo che lo rende libero da vincoli normativi. Insieme a Horkheimer Adorno criticava la ragione strumentale. Horkheimer criticava la ragione strumentale definendola ragione soggettiva e affermava che la ragione soggettiva è inferiore alla ragione oggettiva .
Egli sosteneva che la ragione oggettiva, a differenza della ragione soggettiva, è la sola ragione veritiera perché come lui stesso scrive: “mira a chiamare le cose con il loro nome” e si pone questioni come il problema del destino umano, il modo di realizzare i fini ultimi della vita. Per Adorno e per Horkheimer , la filosofia nasce per dare un senso all’esistenza umana.

Il significato dell’esistenza umana che la filosofia deve cercare e trovare deve essere quello veritiero, reale. Quindi per i due autori la filosofia ha l’obbiettivo di andare alla ricerca del vero significato dell’esistenza umana. Inoltre per Adorno la ricerca filosofica parte da un desiderio soggettivo , ma non deve subordinarsi ad esso . La ricerca filosofica è in questo senso simile alla ricerca scientifica,la quale nasce da un desiderio ,per esempio dal desiderio di trovare la terapia giusta per curare una malattia, ma non si subordina ad esso,perché come e se la terapia si potrà realizzare dipende dai progressi fisiologici,biochimici ecc che si scopriranno. L’opera più importante di Adorno è Dialettica negativa, Adorno dedicò l’ultima parte di questo libro alle meditazioni sulla metafisica. Per metafisica si intende il sapere originario che mira alla conoscenza della verità, e che si pone la domanda se l’assoluto si identifichi con l’esperienza o la trascenda.