Grammatica storica italiana

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Annotazioni di grammatica storica italiana, molto approfonditi (16 pagine formato doc)

GRAMMATICA STORICA ITALIANA

Grammatica storica italiana.

La fonetica è la scienza che studia i suoni del linguaggio. Bisogna distinguere tra foni e fonemi. I foni sono costituiti da qualsiasi suono previsto dall’inventario di una certa lingua, mentre i fonemi sono qui foni che si presentano dentro un contesto di significato, e in opposizione a tutti gli altri fonemi darebbero un senso diverso o un non senso. Per esempio in italiana abbiamo un solo fonema  ma diversi foni corrispondenti, la n della parola angolo è diversa dalla n della parola andare.
Eppure a questa distinzione non ci si pensa, perché non ha importanza linguistica, nel senso che se scambiamo le due n il significato rimane inalterato, anche se avremmo una pronuncia un po’ eccentrica. In altre lingue invece la distinzione serve a individuare parole ben distinte, come in inglese le n di sing, canzone e sin, peccato. La scelta così di quale n usare in italiano in angolo e andare non è libera, ma condizionata dal contesto fonico. In altri casi invece la scelta può essere libera: per esempio immaginiamo quattro fonemi, una consonante più are, se selezioniamo liberamente consonanti diverse avremo parole diverse, bare, care, dare, fare, mare, rare, oppure parole non esistenti o esistenti nei dialetti, come lare, zare, vare. In questi casi è in gioco la comunicazione stessa: se un parlante pronunciasse andare con la n di angolo non si autocorregerebbe, ma se pronunciasse bare amiche sono contento di vedervi, allora dovrebbe subito correggersi.

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GRAMMATICA STORICA DELLA LINGUA ITALIANA

Dunque la verifica sulla fonematicità di un suono è la prova della sostituibilità: le coppie di parole che si distinguono per la presenza di un solo fonema diverso (bare care) si dicono coppie minime o unidivergenti. Può solo cambiare il rendimento funzionale, ovvero il numero di parole ottenute dalla sostituzione dei due fonemi. Per esempio uno dei fonemi più funzionali è d-f: dare-fare, data-fata, dune-fune, drenare-frenare. Invece contrapponendo la esse sorda di scala con la esse sonora di sveglia, nei contesti in cui la scelta non è condizionata, cioè in posizione intervocalica, il rendimento funzionale è bassissimo, e per giunta limitato al solo uso toscano, dove si distinguono fuso-fuso.
Le lingue usano per produrre i suoni l’espirazione, ovvero il momento in cui l’aria passa dia polmoni alla trachea e giunge alle corde vocali, che sono costituite da due pliche muscolari con margini liberi, e che possono vibrare, rilassandosi e accostandosi come uno strumento musicale. Possono anche restare inerti, o chiudersi e restare accollate, come quando vogliamo evitare che un corpo estraneo entri nell’esofago, e il tedesco sfrutta l’occlusione a fini linguistici. A livello delle corde vocali abbiamo i suoni sordi: che si realizzano senza vibrazione delle corde, e sonori, ce richiedono la vibrazione. In italiano sono sonore le vocali e un certo numero di consonanti, come m,n,d,b,g,v.

Grammatica italiana: appunti

GRAMMATICA STORICA DELL'ITALIANO

Poi a livello della bocca: l’aria può uscire a livello della bocca solamente, se il velo palatino, ovvero il palato molle, è sollevato per impedire all’aria di fuoriuscire dal naso, allora si hanno i fonemi orali. Se il velo palatino è abbassato l’aria può fuoriuscire sia dal naso che dalla bocca: sono m,n,gn.
Nella bocca abbiamo un’altra distinzione: vocali e consonanti. Secondo la distinzione tradizionale le vocali sono dette così perché potrebbero pronunciarsi da sole, mentre le consonanti consuonano, cioè possono pronunciarsi solo se appoggiate a una vocale. Ma questa distinzione non è corretta, o almeno valida per il latino e il greco, perché noi possiamo pronunciare una consonante da sola, come p o s, oppure si vedono parole solo con consonanti. La distinzione in realtà è dovuta al fatto che le vocali sono suoni, mentre le consonanti sono tipici rumori.