Grammatica storica italiana

Appunto inviato da pilar19841
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Annotazioni di grammatica storica italiana, molto approfonditi (16 pagine formato doc)

LA fonetica è la scienza che studia i suoni del linguaggio.
Bisogna distinguere tra foni e fonemi. I foni sono costituiti da qualsiasi suono previsto dall'inventario di una certa lingua, mentre i fonemi sono qui foni che si presentano dentro un contesto di significato, e in opposizione a tutti gli altri fonemi darebbero un senso diverso o un non senso. Per esempio in italiana abbiamo un solo fonema ma diversi foni corrispondenti, la n della parola angolo è diversa dalla n della parola andare. Eppure a questa distinzione non ci si pensa, perché non ha importanza linguistica, nel senso che se scambiamo le due n il significato rimane inalterato, anche se avremmo una pronuncia un po' eccentrica.

In altre lingue invece la distinzione serve a individuare parole ben distinte, come in inglese le n di sing, canzone e sin, peccato.
La scelta così di quale n usare in italiano in angolo e andare non è libera, ma condizionata dal contesto fonico. In altri casi invece la scelta può essere libera: per esempio immaginiamo quattro fonemi, una consonante più are, se selezioniamo liberamente consonanti diverse avremo parole diverse, bare, care, dare, fare, mare, rare, oppure parole non esistenti o esistenti nei dialetti, come lare, zare, vare. In questi casi è in gioco la comunicazione stessa: se un parlante pronunciasse andare con la n di angolo non si autocorregerebbe, ma se pronunciasse bare amiche sono contento di vedervi, allora dovrebbe subito correggersi.

Dunque la verifica sulla fonematicità di un suono è la prova della sostituibilità: le coppie di parole che si distinguono per la presenza di un solo fonema diverso (bare care) si dicono coppie minime o unidivergenti. Può solo cambiare il rendimento funzionale, ovvero il numero di parole ottenute dalla sostituzione dei due fonemi. Per esempio uno dei fonemi più funzionali è d-f: dare-fare, data-fata, dune-fune, drenare-frenare. Invece contrapponendo la esse sorda di scala con la esse sonora di sveglia, nei contesti in cui la scelta non è condizionata, cioè in posizione intervocalica, il rendimento funzionale è bassissimo, e per giunta limitato al solo uso toscano, dove si distinguono fuso-fuso.