La tosca di Giacomo Puccini

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La tosca, l'opera divisa in 3 atti, relazione breve e ridotta al minimo indispensabile, ottima come base sulla quale elaborare un contento più ricco. (1 pagine formato doc)

Untitled Relazione sulla Tosca.
L'opera lirica della Tosca è stata scritta da Giacomo Puccini, nato a Lucca nel 1588, da una famiglia di musicisti, per tutta la vita si dedica al genere musicale che lo ispirava di più, il melodramma, compose molte opere di successo, tra cui la Tosca. Giacomo Puccini morì nel 1924 a Bruxelles. La Tosca descrive la storia di due persone innamorate(Tosca e Cavaradossi),ambientata nel 1800. L'opera è divisa in tre atti, il primo, in cui spiega la situazione. I ATTO L'esercito napoletano di Ferdinando IV di Borbone approfittò della mancanza dell'esercito napoleonico per abbattere la repubblica e processato i suoi esponenti. Tra questi esponenti è presente anche Cesare Angelotti, che evase di prigione e cercò rifugio da Cavaradossi e Tosca.
Scarpia, il capo della polizia, accortosi di cosa stava succedendo giocò sui sentimenti di Tosca, al fine di provocarla e farla andare a controllarlo, appena ella uscì, il barone Scarpia ordinò di farla pedinare dal suo scagnozzo, Spoletta. Appena Tosca arriva in chiesa decide di rimanere lì per celebrare il Te Deum di ringraziamento per la sconfitta di Napoleone. Fine del I atto. II ATTO Scarpia mentre sta cenando, al Palazzo Farenese fa convocare dinanzi a lui, Mario Cavaradossi e Tosca per interrogarli. Scarpia è sicuro che Mario sta coprendo Angelotti, e dato che i due non volevano parlare, rinchiuse Cavaradossi nella camera delle torture dove gli scagnozzi del barone lo stavano interrogando. In questo modo, facendo leva sui sentimenti di Tosca, Scarpia spera di farla parlare. Infatti quando ella ode i gemiti di Mario in preda alla disperazione rivela dove è nascosto Angelotti, a patto che lei ed il suo fidanzato possano lasciare il paese senza problemi. Appena spoletta tornò a palazzo dichiarò di aver trovato Angelotti suicidato. Appena cessò la tortura, il barone ordinò a Tosca di seguirla e, quando rimasero da soli la ricattò, dicendo che avrebbe fatto una finta fucilazione, se ella si sarebbe concessa a lui. Appena Scarpia dette l'ordine a Spoletta di eseguire una fucilazione simulata, Tosca prese un coltello e lo uccise pugnalandolo al cuore mentre il barone stava cenando. Fine del II atto. III ATTO Arrivato il momento della fucilazione Tosca spiega la situazione a Mario, dicendoli che ci sarebbe stata una simulazione di una fucilazione, e lui sarebbe dovuto cadere. Ma arrivati al momento della fucilazione, dal plotone partono dei colpi non a salve, e Cavaradossi viene colpito mortalmente. Tosca allora, affranta dal dolore vedendo i poliziotti diretti verso di lei, decide di buttarsi dai bastioni di Castel Sant'Angelo, invocando la giustizia divina. Fine del III atto.