Obiettivi del Piano Marshall: riassunto

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Obiettivi del Piano Marshall: riassunto sui motivi e sulle fasi che portarono all'elaborazione dello European Recovery Program, detto anche Piano Marshall (3 pagine formato doc)

OBIETTIVI DEL PIANO MARSHALL: RIASSUNTO

Il Piano Marshall.

All’indomani della fine della Seconda guerra mondiale George C. Marshall il Segretario di Stato americano riceveva quotidianamente rapporti dalle ambasciate di Roma e Parigi secondo cui, a causa delle condizioni economiche di quei Paesi, i partiti comunisti avevano acquisito così peso politico da avere la possibilità di acquistare il potere democratico entro un anno.
George Marshall insieme al Segretario alla Difesa James Forrestal concordarono che lo strumento più efficace per prevenire una simile eventualità sarebbe stata la creazione di un sistema di aiuti finanziari americani per risollevare l’economia europea.
George Kennan insieme ad altri collaboratori ed esperti del Policy Planning staff su richiesta di Marshall elaborarono una bozza di piano.
La versione definitiva della proposta fu redatta da numerosi funzionari fu redatta da numerosi funzionari del Dipartimento di Stato e ricevette l’approvazione del Presidente. Truman si oppose alla richiesta di mettere il suo nome in calce al progetto.

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IN CHE COSA CONSISTE IL PIANO MARSHALL

Il nome ufficiale era “European Recovery Program”.

Le ragioni di questo rifiuto vanno ricercate nel fatto che egli non godeva di grande popolarità presso il Congresso controllato dai Repubblicani che avrebbero dovuto stanziare i fondi. Truman su quest’aspetto suggerì invece che la componente economica della politica di contenimento venisse denominata “Piano Marshall” visto il consenso bipartisan di cui godeva il Segretario di Stato grazie alla sua carriera militare. Il 5 marzo 1947 durante la cerimonia di conferimento della laurea ad honorem presso l’Università di Harvard Marshall lanciò il grandioso progetto di aiuti. Secondo il Segretario di Stato solo una massiccia iniezione di aiuti avrebbe permesso ai Paesi europei di coprire i costi delle importazioni essenziali durante una fase di transizione fino a che le esportazioni non si fossero rianimate.

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CONSEGUENZE PIANO MARSHALL

Il sistema di aiuti aveva però la condizione che questi aiuti venissero erogati unicamente su base multilaterale piuttosto che bilaterale: i singoli Paesi europei avrebbero dovuto stabilire le procedure per coordinare le loro richieste per l’assistenza  economica USA che era stata loro offerta.
Marshall, nel suo celebre discorso non accennò alla minaccia sovietica verso l’Europa occidentale, né tantomeno alla strategia del contenimento enunciata da G. Kennan. Il Piano Marshall, anzi, sembrava rivolto anche ai Paesi comunisti dell’Europa orientale e alla stessa URSS.
I primi a rispondere all’iniziativa statunitense furono francesi e inglesi. Il ministro degli Esteri britannico Ernest Bevin e quello francese George Bidault convocarono una Conferenza a Parigi per discutere della preparazione di una lista completa delle esigenze da sottoporre a Washington.
Poiché l’invito alla Conferenza di Parigi venne rivolto anche ai Paesi oltrecortina in seno al Cremlino, si instaurò, di fatto, un dibattito sull’opportunità di associarsi ai governi dell’Europa occidentale in questo progetto.