Aldo Moro e la politica italiana degli anni '70

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L'attività di Aldo Moro a favore dell'integrazione europea durante gli anni in cui ricoprì la carica di Ministro degli Esteri (4 pagine formato doc)

ALDO MORO E LA POLITICA ITALIANA DEGLI ANNI 70

Aldo Moro e la politica europea dell’Italia durante gli anni Settanta
La politica estera dei Governi della Repubblica italiana è stata spesso criticata.
Ugualmente per quanto riguarda la politica europea erano condivisi giudizi riduttivi sull’azione del nostro Paese. La maggior parte degli studi sulla storia e la politica dell’integrazione europea si sono focalizzati sull’età degasperiana, considerata come il periodo in cui la politica estera ed europea italiana assunsero toni molto originali ed attivi. A dimostrazione del giudizio di una politica estera dell’Italia di scarsa importanza può essere utile ricordare quanto affermato da M.
Clark nel suo libro “Modern Italy 1871-1982”: “per quanto riguarda il Mercato Comune poche persone si preoccupano in un modo o nell’altro di prendervi parte perché non vi erano ovvie implicazioni di natura interna. L’Italia non inviò i suoi migliori rappresentanti a Bruxelles; non rinnovò i rappresentanti al Parlamento europeo quando vi furono dei ritiri o dei decessi; e non si battè per difendere i suoi interessi quando la PAC venne creata.
 

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GLLI ANNI 70 IN ITALIA: RIASSUNTO

Di conseguenza per molti anni rimase un contribuente netto fino a quando, fortunatamente, non aderì la Gran Bretagna. La politica estera non aveva più importanza; l’America avrebbe sempre provveduto”. L’inciso di Clark rappresenta l’opinione comune riguardo la politica europea dell’Italia. Questi giudizi negativi sul ruolo dell’Italia si fecero più forti a partire dagli anni Sessanta e Settanta. Effettivamente negli anni Settanta nonostante la scelta europea rimanesse comunque uno dei pilastri della politica estera italiana alcuni eventi contribuirono a far emergere limiti e contraddizioni dell’azione italiana in ambito comunitario: proprio per questo motivo si diffuse l’appellativo di “Cenerentola d’Europa”. Durante questi anni ci fu una profonda crisi economica, una violenta contestazione sociale. Tutto ciò ebbe degli ovvi riflessi sulla politica estera italiana, e più specificatamente sulla politica europea.
Dopo questa breve presentazione possiamo passare alla trattazione dell’argomento indicato nel titolo “Aldo Moro e la Politica Europea dell’Italia negli anni Settanta”. Di fatto, verrà preso in esame il quinquennio 1969-1974.
 

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In quegli anni Aldo Moro ricoprì la carica di Ministro degli Esteri. Tali appunti intendono porre in essere un aspetto finora poco conosciuto dell’intensa attività politica del leader democristiano. Anche Moro fu accusato di aver portato avanti una politica europea scarsamente proficua e poco originale. Dalle letture specialistiche effettuate è emerso che il suo ruolo è stato spesso sottovalutato e criticato. Diversi studiosi hanno definito il suo peso nella politica europea “marginale”, soprattutto se relazionato all’impatto che ebbe nell’evoluzione della società italiana nel suo complesso. Sergio Romano, ad esempio, ha affermato che la politica estera morotea fu caratterizzata da valutazioni tattiche di carattere interno, ambigua negli obiettivi e confusa nella presentazione.