La curtis e il sistema curtense

Appunto inviato da michiamocosi
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appunti dettagliati sulla curtis, il sistema curtense e accenni alla nascita delle corporazioni (3 pagine formato doc)

La curtis e il sistema curtense - CURTIS: grande proprietà fondiaria, sia laica che ecclesiastica.
ha delle particolarità che consistono nel fatto che la curtis è divisa in 2 blocchi: dominucium (o dominicum o pars dominica) e massaricium (o pars massaricia). Entrambe le parti costituiscono nel loro insieme la curtis. Non sono due parti nettamente separate, ma la loro distinzione più che geografica è per funzioni e modalità di sfruttamento. Il dominicium è la parte meno estesa e prende il nome da dominus (cioè signore, padrone), perchè vi sorgevano edifici adibiti a dimora permanente del dominus, della sua famiglia e del suo seguito (personale servile che risponde al nome di servi prebendarii), in più anche una seri di edifici, una parte del terreno era costituito da terre, e poi c'era l'incolto ovvero terre non modificate dall'uomo (paludi, foreste, boschi, utilizzati soprattutto per la caccia, per la raccolta della legna e per il pascolo brado degli animali).

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Il dominicium era quindi la parte direttamente sfruttata dal padrone.
Il massaricium aveva una struttura più complessa. Il nome deriva dal fatto che questa parte era caratterizzata dalla presenza di massari, contadini e agricoltori (di condizione libera o servile), affittuari che ricevevano dei poderi in concessione dal dominus, questi poderi prendevano il nome di mansi. Solitamente al centro del manso si trovava l'abitazione e tutto intorno si estendeva la terra che costituiva il manso.

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Nelle fonti i mansi vengono divisi in "mansi ingenuili" e "mansi servili" che si collega alla differenza tra massari di condizione servile e massari di condizione libera. I polittici sono grandi registri in cui i grandi proprietari terrieri (soprattutto le abbazie) registravano in maniera minuziosa le curtes che gli appartenevano e tutto ciò che le riguardavano.

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Come in tutti gli affitti anche la concessione di un manso non era gratuita, il padrone concedeva un manso affinchè il massaro vi lavorasse e poi gli fornisse un censo, che poteva essere corrisposto o in denaro (nel periodo alto medievale la moneta si riduce sempre più ma non scompare del tutto, viene coniata dai re o dai signori locali) o in natura, con una percentuale (secondo il contratto di concessione del manso) su ciò che il massaro produceva.