Le eresie medievali

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Sintesi del testo "Le eresie medievali" di Barbara Garofani (4 pagine formato pdf)

1.Il concetto di eresia
Lo studio sull’eresia è stato spesso di parte perché enfatizzato dall’opposizione e /o dal sostegno della Chiesa cattolica.

Il problema dell’eresia medievale nasce con la Riforma, con il tentativo degli storici protestanti di ripercorrere le origini della loro fede e di individuarne i principali attori. Gli eretici furono spesso usati come esempio in positivo o in negativo, ma mai compresi nella loro reale essenza. Grande attenzione vi fu rivolta a partire dalla seconda metà dell’Ottocento. Negli ultimi decenni lo storiografia si rivolge allo studio delle singole eresie, sentendo meno l’esigenza di dare un senso collettivo al fenomeno eretico

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Il codice di diritto canonico attualmente in vigore (dal 1983) definisce eresia “l’ostinata negazione, dopo aver ricevuto il battesimo, di una qualche verità che si deve credere per fede divina o cattolica, o il dubbio ostinato su di essa”.

Gli eretici medievali non volevano separarsi dalla Chiesa ma fare in modo che essa tornasse alla purezza delle origini. Per parlare di eresia è necessario che si affermi un ortodossia, ossia un pensiero unico rispetto al quale ci si possa definire eretici. Tra V e XI secolo in Occidente non comparvero eresie capaci di divenire pericolo pubblico, ma solo dei ristretti confronti tra scuole teologiche.

Tutto quello che c'è da sapere sul Medioevo

Il problema centrale era quello della Trinità:il Dio cristiano era uno e trino. Nel primo concilio (Nicea 325) si ritrovò la stessa sostanza divina sia in Dio che in Cristo. Agostino di Ippona scrisse un opera nella quale descriveva le eresie a lui contemporanee predisponendo un vocabolario che si diffuse nel corso dei secoli. Agostino basò le sue dottrine sulle basi del manicheismo (contrapposizione tra male e bene che con lui diventano inferiorità del diavolo rispetto a Dio,ecc) del donatismo (rifiuto della professione dei sacerdoti e simili che si tramuta nella necessaria mediazione della Chiesa) e del pelagianesimo ( l’uomo indipendente da Dio e senza peccato originale che Agostino tramuta nell’enfatizzazione della grazia divina).