La Rivoluzione francese e l'età napoleonica: riassunto

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Riassunto e analisi del periodo che va dalla crisi dell'antico regime sino allo scoppio della Rivoluzione francese e all'instaurazione del nuovo assetto politico napoleonico (6 pagine formato docx)

RIVOLUZIONE FRANCESE E L'ETA' NAPOLEONICA

La Rivoluzione francese e l'età napoleonica. 1.
La crisi dell’antico regime in Francia. Sin dai primi momenti della rivoluzione fra i conservatori furono in molti a ritenere che fosse stato lo spirito dei Lumi a favorirne lo scoppio se l’Illuminismo influì allo scoppio della Rivoluzione, la Rivoluzione francese se ne servì e lo piegò alle proprie esigenze la rivoluzione fu allo stesso tempo un movimento delle élite e uno del popolo, vide scendere in campo tutte le componenti della società francese nonostante l’eterogeneità dei protagonisti la rivoluzione fu un blocco unitario.
- La Rivoluzione francese fu il prodotto di una combinazione di fattori nessuno dei quali, preso singolarmente, era tipico della Francia o tale da prefigurare una crisi simile i motivi di lamentela dei contadini si accompagnavano al dissesto finanziario dello Stato e alle frustrazione dei ceti borghesi.
 

Rivoluzione francese e Napoleone: riassunto dettagliato

RIVOLUZIONE FRANCESE E NAPOLEONE RIASSUNTO

- Gli aristocratici detenevano il 25% del patrimonio fondiario della Francia alla recessione in atto l’aristocrazia rispose con l’aumento dei fitti dei terreni, ripristinando diritti feudali ormai desueti e puntando il dito contro la centralizzazione operata a partire dal Luigi XIV la rivoluzione infatti nacque come non come protesta borghese, ma come rivolta nobiliare contro la monarchia.
- Il sostegno fornito alle colonie americane aveva aperto spaventose voragini nel bilancio dello Stato in realtà le difficoltà economiche esistevano anche prima della rivoluzione americana, tanto che il ministro delle Finanze Turgot aveva messo a punto un piano di riforme che prevedeva tra tutti i provvedimenti la liberalizzazione del commercio le resistenze che incontrò spinsero il re Luigi XVI a licenziarlo stessa sorte toccò a Necker.
 

NAPOLEONE E RIVOLUZIONE FRANCESE

- Ai ceti produttivi era chiaro che le misure adottate dagli Stati di antico regime non erano più in grado di ridurre il debito pubblico il ministro delle finanze Charles – Alexandre de Calonne presentò un piano di risanamento che aveva il suo punto di forza nelle trasformazioni della tassa sulle rendite, sugli uffici, sull’industria in un’imposta territoriale che tutti dovevano pagare i parlamenti si opposero tanto da essere costretto a convocare un’assemblea di notabili che potessero approvare il piano da quest’assemblea partì l’idea di convocare gli Stati generali che avrebbero posto le basi di un nuovo rapporto monarchia – sudditi.
- La Francia rispose in massa: nelle assemblee di villaggio in cui si procedeva all’elezione dei deputati rappresentanti per gli Stati generali, nelle confraternite, nei salotti, nelle scuole e nelle università furono redatti cahiers de doléances in numero tale da rendere questi Stati generali la più grande consultazione nazionale dell’età moderna.
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