La storia della Costituzione Italiana: riassunto

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Struttura e caratteri principali della Costituzione e storia della Costituzione Italiana: costituzione e costituzionalismo, Statuto, Costituzione repubblicana, schema della Costituzione, norme precettive e norme programmatiche, centralità della persona, "socialità", religione e patria, ordinamento dello stato, Parlamento e le sue funzioni (9 pagine formato doc)

LA STORIA DELLA COSTITUZIONE ITALIANA: RIASSUNTO

Caratteri principali della Costituzione italiana.

Costituzione e costituzionalismo. Per costituzione in generale s’intende il complesso delle norme fondamentali di una comunità organizzata, lo Stato. Non tutte le norme giuridiche sono “norme fondamentali”: vi sono le leggi ordinarie, emanate di volta in volta; i regolamenti (p.es. quello dell’esercito o di una scuola o della caccia …); vi sono atti amministrativi, con validità limitata nel tempo, nel territorio e comunque subordinati ad altre norme.
La costituzione è l’insieme dei principi fondamentali, ai quali devono ispirarsi tutte le norme che regolano, nei diversi campi e sino ai dettagli, la vita di uno Stato.

La Costituzione Italiana: riassunto


STRUTTURA DELLA COSTITUZIONE ITALIANA

Esistono costituzioni scritte, cioè redatte in un documento unico e datato (p.es. la costituzione statunitense del 1787, le costituzioni francesi dell’epoca rivoluzionaria, lo Statuto albertino, la nostra costituzione) e costituzioni consuetudinarie, che risultano da una serie di documenti e atti legislativi successivi (p.es. la costituzione dell’antica Roma, la costituzione inglese, che ha il suo lontano antecedente nella Magna Charta libertatum del 1215 e un’importante precisazione nel Bill of rights del 1689). La maggior parte delle costituzioni appartiene al primo tipo. A partire dal XVIII secolo e specialmente nel XIX secolo s’intende per stato o regime costituzionale quello che non solo ha una legge fondamentale, ma quello la cui costituzione risponde a certi requisiti “liberali”, quali erano stati teorizzati, da Locke e Montesquieu. Dice a questo proposito l’articolo 16 della Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino (elaborata dall’assemblea nazionale francese nel 1789): Una società, in cui non è assicurata la garanzia dei diritti e non è determinata la separazione dei poteri, non ha costituzione.

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COSTITUZIONE ITALIANA: STORIA E STRUTTURA

Il costituzionalismo è quella corrente giuridica e politica che non si ferma alla concezione dello “stato di diritto” (particolarmente tipico della tradizione tedesca, incarnato p.es. da Federico II di Prussia), il quale si fonda sulla certezza della legge, escludendo ogni arbitrio anche da parte del sovrano, e sulla correttezza formale degli atti del governo e dell’amministrazione. Infatti i fautori del costituzionalismo, a cominciare dagli autori della costituzione americana  e di quelle europee fra ‘700 e ‘800, si battono per uno stato garantista, che assicura almeno i principali diritti civili, se non anche quelli economici, sociali e politici, a tutti i cittadini, rappresentativo della volontà del popolo o di una parte di esso e infine fondato sull’equilibrio e sulla reciproca limitazione dei diversi poteri. Questo schema comporta numerose varianti e accentuazioni in un senso o nell’altro.

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STORIA DELLA COSTITUZIONE ITALIANA DALLO STATUTO ALBERTINO

Lo Statuto – Tra la Costituzione della repubblica italiana, entrata in vigore il 1 gennaio 1948, e lo Statuto Albertino, promulgato il 4 marzo 1848, intercorrono esattamente cento anni: chi legge queste due carte sente un divario anche maggiore della loro distanza cronologica. Lo Statuto, come gli altri promulgati nei primi mesi del ’48, è, quanto all’origine, una “charte octroyée”: esso infatti scaturisce dal fervore patriottico che segue al biennio delle riforme, ma non è elaborato né approvato da alcuna assemblea. Esso è preparato dai consiglieri del re e promulgato da Carlo Alberto, non senza molti dubbi, come una concessione regia. Lo statuto non brilla per originalità, poiché rappresenta un tentativo di sintesi fra il principio tradizionale della centralità del sovrano e un assai cauto liberalismo: i precedenti a cui s’ispira sono la costituzione francese del 1830 e quella belga del 1831. Nella storia costituzionale italiana esso è molto importante, poiché nel 1861 è esteso al regno d’Italia.