La Russia

Appunto inviato da jessicascorpioncina
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Sintesi di un periodo storico molto ampio; dall’impero Russo nel XIX secolo alle tre rivoluzioni, dalla nascita dell’URSS alla presa del potere di Stalin (4 pagine formato doc)

La Rivoluzione russa.

1. L'impero Russo nel XIX secolo.


§ Per tutto l'800 la Russia fu la roccaforte del conservatorismo politico e sociale. Gli zar esercitavano un potere autocratico (potere personale assoluto e senza il controllo di alcun parlamento).

- L'aristocrazia, l'esercito, la Chiesa ortodossa e la burocrazia imperiale, circa il 5 % della popolazione, appoggiavano il regime zarista difendendo i propri privilegi.

- La borghesia mercantile e imprenditoriale, presente nella zona di Mosca e nei porti del Baltico, non deteneva alcun potere economico e politico.

Questo sistema fu difeso dagli zar e fino al 1860 non fu tollerata alcuna forma d'opposizione.
L'impero russo continuò ad espandersi per tutto l'800, ma alla vigilia della prima guerra mondiale raggiunse una notevole estensione.
Al suo interno convivevano decine di popoli, caratterizzati da lingue e tradizioni diversi. I russi non superavano il 45 %, mentre accanto a loro convivevano finlandesi, polacchi, mongoli, georgiani, ucraini e lettoni.

§ Il problema più grave della Russia era l'arretratezza delle campagne. Le condizioni generali erano invariate. Chiese, monasteri e grandi famiglie detenevano il 90 % della terra coltivabile. I contadini, sottoposti alla servitù della gleba, disponevano del necessario per vivere. Le rivolte erano frequenti appunto per il malcontento generale e le sollevazioni contadine erano represse nel sangue. Lo zar Alessandro II, succeduto al padre Nicola I nel 1855, affrontò questi problemi tramite riforme e, infatti, abolì la servitù della gleba nel 1861. Il contadino liberato riceveva in uso permanente, ma non in proprietà, la terra, che prima lavorava come servo, ma in cambio doveva pagare un riscatto al proprietario. La legge peggiorò le condizioni di vita dei contadini, poiché non riuscivano a pagare il riscatto e furono favoriti i kulaki (medi proprietari, che acquistarono parte delle terre, pagandole a basso prezzo dai contadini schiacciati dai debiti). La riforma inasprì le tensioni esistenti nelle campagne.

§ L'arretratezza era evidente nelle relazioni commerciali con l'estero: la Russia esportava cereali e materie prime, mentre importava macchinari e prodotti industriali. Il paese dipendeva economicamente dall'Occidente. Dal 1870 furono compiuti sforzi per sviluppare l'industria nazionale. L'appoggio di capitali stranieri fu importante e i principali investitori erano Germania, Francia e GB. Personale qualificato giunse in Russia dall'Occidente per formare dirigenti e lavoratori dei nuovi complessi industriali. Lo Stato intervenne con finanziamenti nel settore siderurgico e delle ferrovie. Fra 1885 e 1898 si verificò un boom: la produzione industriale crebbe del 400 % e i principali stabilimenti industriali sorsero nelle grandi città (Mosca per l'industria tessile; San Pietroburgo per l'industria metallurgica e Baku per i giacimenti petroliferi).

§ L'opposizione politica allo zar, costituita da intellettuali, studenti e piccola borghesia istruita definiti intellighenzia, si chiedeva se conveniva assumere il modello occidentale. Essi si dividevano in:

- occidetalisti, prospettano una via europea al progresso, valutano positivamente il capitalismo e volevano introdurre in Russia sia l'economia capitalistica sia la democrazia, si trattava di ripercorrere i tempi e modi dello sviluppo economico e politico occidentale;

- slavofili, sostenevano una via nazionale allo sviluppo, sfruttando il ritardo storico e trarre profitto dagli errori degli altri paesi evitando le miserie della rivoluzione industriale e del capitalismo, anche il liberalismo era rifiutato, lo sviluppo sociale e politico della Russia sarebbe partito dai contadini e non dalla borghesia o dal proletariato. Essi idealizzano il popolo contadino, le sue tradizioni e la sua stabilità. Il loro movimento prese nome di populismo, che nel XX secolo assunsero il nome di socialrivoluzionari.