L'Europa nel XVIII secolo

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Appunto sull'Europa del XVIII secolo, la potenza degli Asburgo, la Russia di Pietro il Grande, la guerra di successione polacca, la guerra di successione spagnola e la guerra dei 7 anni. (file.doc, 5 pag) (0 pagine formato doc)

(città olandese) GLI ASBURGO E L'IMPERO OTTOMANO L'assedio di Vienna e l'arresto dell'avanzata turca L'impero ottomano riprese la sua spinta espansionistica in direzione dell'Ungheria e poi verso la Polonia e l'Ucraina. Nel 1683 lo scontro contro gli Asburgo: Vienna fu assediata dai turchi, ma questo assedio falli grazie anche all'aiuto dell'esercito polacco agli Asburgo. L'esisto della guerra antiturca portò al dominio dell'intera Ungheria da parte degli Asburgo. Essi si trovarono perciò a possedere un impero del tutto nuovo nell'Europa centrale e danubiana, diventando il baluardo della cristianità contro l'impero ottomano. L'impero degli Ottomani comprendeva: Turchia, con i territori della regione balcanica e danubiana in Europa Iraq, Siria e Arabia in Asia Africa settentrionale escluso il Marocco LA CRESCITA DEMOGRAFICA NEL XVIII SECOLO L'Europa e il mondo Nel XVIII secolo la popolazione europea conobbe un'improvvisa crescita demografica, segnando un aumento di circa il 60%. Sono individuate 3 cause principali per questo: La scomparsa della peste, dal momento che la scienza medica aveva compreso i modi in cui si propagava il morbo e suggerì alle autorità pubbliche come apprestare efficaci barriere contro la diffusione mondiale della malattia, come i cordoni sanitari e la quarantena. Progressi della medicina. Il vaiolo era ancora la principale malattia infettiva diffusa nel `700, tuttavia nella seconda metà del secolo si iniziarono a sperimentare le prime forme di vaccinazione. Altri progressi medici importanti furono la diffusione delle pratiche igieniche e un miglioramento nella distribuzione dell'acqua pura. Minore frequenza delle carestie perciò nel `700 si verificò un deciso aumento della produzione agricola. Questo aumento fu determinato soprattutto dall'aumento della superficie coltivata. L'unico paese che conobbe una radicale trasformazione dell'agricoltura fu l'Inghilterra. I progressi agricoli in Inghilterra I tratti essenziali della rivoluzione agricola inglese furono tre. Innanzitutto la diffusione delle coltivazioni foraggiere, che fecero scomparire i tradizionali pascoli comuni sulle terre incolte e sui “campi aperti”, consentendo un più intenso allevamento del bestiame. Sparirono inoltre i maggesi (le porzioni di arativo periodicamente lasciate incolte affinché si ricostituisse la fertilità del terreno), poiché la coltivazione continua, con avvicendamenti di diverse colture scelte sulla base di una rinnovata scienza agronomica sperimentale, era in grado non solo di mantenere, ma persino di migliorare la fertilità del suolo. Poi ci fu la trasformazione delle aziende agricole, con i lavoratori salariati che sostituirono la famiglia contadina. L'agricoltura nell'Europa mediterranea FRANCIA: in Francia si diffuse la piccola proprietà a conduzione familiare, accanto alla grande proprietà gestita con la forma dell'affitto e della mezzadria. ITALIA: molto importante fu il progresso che si registrò nella regione padana, con