Foibe istriane: giorno del ricordo e testimonianze

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Considerazioni sul dramma delle foibe, gli eccidi perpetrati ai danni di migliaia di cittadini italiani per motivi etnici e politici durante la Seconda guerra mondiale a Venezia Giulia e Dalmazia. Riassunto sulle foibe istriane (9 pagine formato doc)

FOIBE ISTRIANE: GIORNO DEL RICORDO E TESTIMONIANZE

La vicenda delle foibe istriane rappresenta un momento particolare e oscuro della storia italiana.

Per rendersene conto, basterebbe sfogliare le pagine di un qualsiasi libro storico e verificare che il dramma delle foibe non è nominato in nessun capitolo. Eppure, la strage c'è stata solo che, al pari di altre tragiche vicende, come ad esempio l'eccidio nazista, è stata tenuta nascosta.
Dopo decenni di ricordo congelato, così cinicamente lontano dal pieno riconoscimento dei drammi che le popolazioni civili dell'Istria e della Dalmazia vissero dagli anni '30 alla fine della Seconda Guerra Mondiale, finalmente si parla a voce alta, sui giornali e nelle televisioni, di ciò che ha significato vivere, e morire, in quelle terre di confine.

Foibe: dove sono


FOIBE: GIORNO DEL RICORDO

Bisogna dire grazie di questo al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che nel "Giorno del Ricordo" ha usato parole forti e finalmente chiare su quel "riconoscimento" alle vittime delle foibe "troppo a lungo mancato". A quel "dramma negato per ideologia". Si è parlato di "moto di odio e di furia sanguinaria e di un disegno annessionistico slavo che prevalse nel Trattato di pace del 1947 e che assunse i sinistri contorni di una pulizia etnica". Il regime fascista tentò una politica di deslavizzazione di terre nelle quali italiani e slavi vivevano l'uno a fianco all'altro da secoli. Una politica che ha la sua origine nelle parole di Benito Mussolini "Questi slavi barbari e inferiori parleranno soltanto italiano", e che ha portato ai campi di concentramento e alle stragi delle popolazioni civili negli attuali territori di Slovenia e Croazia.

Ricerca sulle foibe: cosa sono le foibe


FOIBE DI BASOVIZZA

La Jugoslavia di Tito poi, mascherando con la retorica anti-fascista il diffuso odio antiitaliano ha portato all’esodo di 350.000 italiani d’Istria e Dalmazia e alle stragi dei nostri connazionali, uccisi e gettati nelle foibe carsiche.
Le popolazioni italiane e quelle slave sono state vittime delle stesso odio.
Di uno stesso odio che si è voluto occultare per anni dietro ai dettami della “real politik”.
E che invece va riconosciuto in tutta la sua complessità e ricordato per ricomporre quella frattura che ancora esiste tra il nostro paese e i suoi vicini.
Per far questo è bene fare un passo indietro nel passato e ripercorrere tutto ciò che è accaduto.
E’ necessario dare uno spazio adeguato a questo orribile massacro di italiani, militari e non, perpetrato in Istria e Dalmazia dai feroci partigiani di Tito aiutati, purtroppo, anche da partigiani comunisti italiani...

Tema svolto sulle foibe


FOIBE: TESTIMONIANZE

Alcuni testimoni oculari hanno giurato di aver visto gruppi da 100 a 200 infoibati. Veniva detto loro che se avessero saltato oltre l’ apertura della foiba (circa 12 piedi) avrebbero avuto salva la vita e sebbene qualcuno fosse riuscito nel salto veniva comunque alla fine ucciso e gettato di sotto.
Fra le sevizie i carnefici si divertivano a spezzare o addirittura tranciare loro gli arti, a pugnalarli ripetutamente e selvaggiamente all’addome e al volto, molte volte alle donne venivano tagliate le mammelle dopo o durante le violenze sessuali.
I più fortunati venivano poi sgozzati mentre gli altri erano gettati nelle foibe ancora vivi e lasciati morire di stenti dopo giorni e giorni di martirio. I contadini dei villaggi vicini testimoniano che per molte notti si sentivano urla strazianti provenire dall’abisso, le grida dei rimasti in vita, sia perché trattenuti dagli spuntoni di roccia, sia perché resi folli dalla disperazione. Tutto questo si è potuto sapere grazie alle testimonianze dei pochissimi superstiti e dall’osservazione dei corpi recuperati che anche se in avanzato stato di decomposizione, mostrano ancora gli abusi subiti prima della loro morte.