La Francia di Luigi XIV

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Aspetto politico, economico, sociale della Francia di Luigi XIV(formato word pg 3) (0 pagine formato doc)

1- La Francia di Luigi XIV Nonostante nel 1648 si era cercato con la pace di Westfalia di trovare un equilibrio tra le nazioni, Luigi XIV riuscì a occupare una posizione di primato in Europa.
In politica estera , infatti, attuò un programma espansionistico soprattutto nei confronti degli stati vicini quali Olanda e Spagna. In politica interna, dopo la morte del Mazzarino, pose fine al regime ministeriale e iniziò a governare da sé: accentrò infatti nelle proprie mani tutti i poteri, decidendo e controllando l'amministrazione dello statonei minimi particolari, combattè lo spirito di autonomia dei Parlamenti e degli Stati Generali. Inoltre continuò la politica di predominio della monarchia costringendo i nobili ad abbandonare le proprie terre e a trasferirsi nella reggia di Versailles dove erano considerati semplici cortigiani, così infatti poteva escludere forme di ribellione da parte loro ed infine per limitarne il poere assegno la carica di funzionario, intendente ed amministratore a membri della borghesia.
Egli era un convinto sostenitore dell' origine divina della missione di re, come sostenevano tanti altri trattati dell' epoca (J.B. Bossuet). Ciò si nota anche nella politica religiosa: egli cercava di far eliminare ogni possibile influenza della Curia romana sulla Chiesa francese. La dottrina gallicana infatti riconosceva l'adesione alla Santa Sede e alla fede Cattolica, ma tendeva a limitare l'autorità pontificia a vantaggio di quella del re in campo temporale e ciò proprio per la credenza della discendenza divina del potere regio. Luigi XIV, iniziò quindi ad una rigida intransigenza contro ogni forma di dissenso religioso all'interno del paese, soprattutto contro i giansenisti. Il giansenismo deriva da Giansenio (1585-1638) e mirava ad un ritorno all'interiorità dell'uomo e ad un rigorismo del comportamento morale. Per Giansenio, come per Lutero e Calvino, solo la grazia poteva portare l'uomo alla salvezza. Il movimento giansenista, sia per il suo richiamo alla povertà e a un rinnovamenti interiore, sia per il suo essere troppo vicino ai protestanti, fu sciolto con la forza dal sovrano. Nonostante ciò, il re non riuscì a fermare lo sviluppo di questa dottrina che nel XVIII secolo sarà un vero e proprio movimento di opposizione alla monarchia. Luigi XIV si schierò contro anche agli ugonotti, infatti con l'editto di Fontainebleau nel 1685 revocò l'antico editto di Nantes togliendo loro libertà di culto, attuò persecuzioni al fine di ristabilire l'unità religiosa nel paese.La Francia perseguendo questa politica religiosa ebbe un danno materiale: molti furono uccisi, altri espatriarono, altri furono esiliati e coloro che lasciarono la patria contribuirono all'arricchimento degli stati limitrofi. Per quanto riguarda l'economia del paese l'opera riformatrice di Jean-Baptiste Colbert alleviò i danni causati dalla politica del re. Egli favorendo le esportazioni e frenando le importazioni ( mercantilismo), ricorrendo ad una politica protezionistic