Giorno della memoria: 27 gennaio 1945

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Cos'è il giorno della memoria? Cos'è la Shoah? Appunti sul giorno della memoria per ricordare le vittime delle foibe (2 pagine formato doc)

GIORNO DELLA MEMORIA: 27 GENNAIO 1945

La data del giorno della memoria è il 27 gennaio, giorno della liberazione dei prigionieri di Auschwitz, data simbolo della Shoah.

E dell'orrore da non dimenticare.
Ricordare. Ricordare. Ricordare. Non arrendersi all'oblìo. Al potere anestetizzante degli anni che passano. A sessant'anni dalla liberazione del campo di sterminio di Auschwitz, dove tra il 1942 e il 1945 trovarono la morte circa un milione e mezzo di esseri umani, uomini, donne, bambini, per il novanta per cento ebrei (ma non dobbiamo dimenticare le migliaia di vittime tra gli zingari, gli omosessuali, gli oppositori politici), rimane attuale l'imperativo di Primo Levi, il grande scrittore torinese morto suicida nel 1986, lui che era sfuggito alla morte sopravvivendo proprio ad Auschwitz.

Giornata della memoria: tema


27 GENNAIO GIORNATA DELLA MEMORIA

Ecco dunque che il 27 gennaio,per la quinta volta da quando è stato istituito per legge, l'Italia intera ricorderà celebrando con manifestazioni, mostre, letture, il Giorno della Memoria, il Giorno della Shoah. Shoah, in ebraico, significa distruzione. Ed è un termine preferito a Olocausto (utilizzato per primo, poco dopo la fine della guerra, da Elie Wiesel, altro grande testimone dell'immane tragedia). Indica il genocidio di un popolo: sei milioni di ebrei (un milione e mezzo i bambini) trucidati dai nazisti solo perché tali. Una catastrofe che oggi l'Europa, il mondo intero, ricordano perché "non accada mai più".

Il giorno della memoria: tesina


GIORNO DELLA MEMORIA FOIBE

LE NAZIONI UNITE - Interessante notare allora come quest'anno, per la prima volta, la Shoah sia stata ricordata (finalmente!) anche dalle Nazioni Unite, l'istituzione nata come antidoto alle guerre e come embrione di un "governo mondiale" capace di scongiurare le catastrofi umanitarie che sempre accompagnano i conflitti. Il segretario generale Kofi Annan, aprendo la sessione plenaria dedicata alla distruzione degli ebrei d'Europa ha detto: "Oggi onoriamo le vittime dell'Olocausto e i paesi alleati le cui truppe hanno combattuto e sono cadute per la loro liberazione. Onoriamo i sopravvissuti: il loro numero diminuisce ogni giorno ed è il nostro compito, il compito della generazione successiva, di portare la fiaccola della memoria". Il segretario generale ha ricordato che molti gruppi - zingari, prigionieri sovietici, disabili, omosessuali, oppositori politici - hanno sofferto atrocità incredibili nei lager nazisti ma la tragedia degli ebrei nei campi è stata "un caso a parte". Annan ha quindi ricordato che "gli orrori dell'Olocausto hanno contribuito a dar forma alla missione dell'Onu. Le Nazioni Unite non dovrebbero mai dimenticarlo". Poi ha passato la parola a Elie Wiesel.