Gioventù hitleriana

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Analisi dei giovani al tempo della propaganda nazista. (2 pagine, formato word) (0 pagine formato doc)

GIOVENTÙ HITLERIANA GIOVENTÙ HITLERIANA È un aspetto che apparteneva interamente al settore della propaganda nazista.
Perché non mancò di accorgersi, un maestro di propaganda com'era Hitler, della enorme importanza che la formazione nazista dei giovani doveva avere per il suo regime di ambizioni millenarie. Il sequestro della gioventù nazista per parte del nazismo fu rapido e totale, sotto la personale vigilanza del Führer. Non si trascurò nulla. Il sequestro cominciava nella scuola, anzi, nel giardino d'infanzia. I quaderni dei bambini mandavano un forte odore d'hitlerismo. Le ingenue parole dei nostri abecedari furono sostituite con vocaboli meno inoffensivi e gl'infantili disegni con stampe di cattivo gusto e di studiata intenzione.
Dove prima si leggeva "cavallo", ora si leggeva "Can-no-ne" e dove prima si vedevano figure del regno animale, ora si vedevano sfilate di SA. La scuola fu nazista. Dal saluto al modo di spiegare le materie. Una revisione dei testi ed un implacabile allontanamento dei professori recalcitranti diedero ben presto il frutto desiderato. D'altra parte, non era tanto nella scuola quanto fuori di essa dove l'infanzia e la gioventù del Reich furono sottoposte ad una cura diabolica di esaltazione patriottica: esaltazione della disciplina ed esaltazione del Führer. Il peggio succedeva al margine della scuola, nei quadri della "Hitlerjungend", dove si tenevano le pericolose concioni naziste a poveri ragazzi organizzati come minuscoli eserciti.I genitori perdevano il controllo dei loro figli; quasi non c'era giorno che bambini e ragazzi non fossero di "servizio". Imparavano a marciare, ad aver coraggio, ad obbedire, a comandare, a credere ciecamente nella infallibilità del Führer. Si distruggevano gli affetti familiari - che secondo il nazismo dovevano essere sostituiti da quelli del cameratismo - considerati fiacchi sentimentalismi e s'inoculava nei ragazzi il senso del coraggio, della vita rude, la venerazione per la forza fisica, l'ambizione del comando; e tutto senza tanti riguardi, alla militaresca. Non si liberavano neanche le bambine. Nelle interminabili sfilate delle solennità hitleriane sfilavano con le loro gambette indurite dal costante esercizio, né più né meno che i maschi.   Ragazzi della "Hitlerjungend" con sguardo d'acciaio e portamento fiero come conviene a futuri soldati. Hitler era deciso a creare una generazione di giovani dotati di coraggio marziale e di dedizione al capo, eroico salvatore del popolo. La controparte dell'altro sesso doveva essere modello di femminilità, ideali impliciti sull'abbigliamento e nel contegno delle appartenenti alla lega delle giovani tedesche. Per legge escluse da alte cariche del partito, dalla docenza universitaria e dalla magistratura, le donne non erano incoraggiate ad altro ruolo che a quello di madri. «Per ogni bambino che una donna dà alla nazione», dichiarava Hitler, «essa combatte la sua battaglia nell'interesse della nazione». La devozione della gioventù per il Führer