Le origini dell'uomo

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Breve excursus sulle origini dell'uomo e la sua diffusione sul pianeta.(2 pag., formato word) (0 pagine formato doc)

Le origini dell'uomo Le origini dell'uomo E' innegabile che lo sviluppo della specie umana costituisce una piccola parte della storia del nostro pianeta.
Molti studiosi ritengono che l'uomo sia solo l'ultimo anello di una catena di evoluzioni lunga milioni di anni. Il primo studioso a formulare questa ipotesi, poco più di un secolo fa, fu Darwin. Esso sosteneva che l'uomo non apparve così com'è improvvisamente, ma si evolse nel corso dei millenni acquisendo le capacità, la cultura e l'abilità in maniera lenta e perfetta di fattori esterni, come il bisogno di adattarsi. Questa teoria non fu subito accettata e il biologo inglese fu schernito da famosi studiosi e suscitò opposizioni da parte della Chiesa che, basandosi su un'interpretazione letterale delle Scritture, sosteneva la totale differenza tra la specie umana e quella animale.
Giunti a questo punto bisogna fare differenza tra dove inizia e dove finisce la preistoria e dove inizia la storia. La preistoria è divisa in vari periodi: età paleolitica, caratterizzata da una popolazione di cacciatori raccoglitori; età mesolitica, nasce l'allevamento del bestiame; età neolitica, che vede la nascita dell'agricoltura. A loro volta queste tre epoche sono differenziate a seconda dei luoghi in cui le si va a studiare: per esempio, in Europa il paleolitico è più lungo rispetto al paleolitico del Vicino Oriente. Durante questi periodi l'evoluzione umana è stata molto particolareggiata e esso è passato in fretta da un semplice australopitecus (in grado di costruire banali utensili in pietra) a homo erectus (in grado di coltivare e addomesticare animali). Durante la preistoria, e in particolar modo durante il pleistocene, vi furono tremendi cambiamenti climatici che sconvolsero la Terra. Durante la glaciazione di Würm il ghiaccio che non riuscì a sciogliersi rimase sulle terre emerse e così si ebbe un abbassamento del livello marino di all'incirca 150 m. Questo cambiò la geografia delle coste. Nel golfo del Messico, per esempio, la pianura costiera si estendeva per più di 200 km oltre i confini attuali, le isole indonesiane erano unite tra loro e ciò era successo anche tra Asia Sud Orientale e Australia e a sua volta saldata alla Nuova Guinea. I bracci del mare erano meno larghi e non superavano quasi mai gli 80 km. Lo stretto di Baring era completamente asciutto e una lunga lingua di terra univa la Russia e l'Alaska. Il risultato più importante di quello dell'abbassamento marino fu la conquista, da parte dell'uomo, di nuove zone di pianeta. L'occupazione del continente australiano fu di enorme importanza perché per la prima volta richiese l'uso di imbarcazioni pressappoco 30000 anni prima che una barca comparisse nel Mediterraneo. Tra 20000 e 30000 anni fa l'uomo colonizzò l'America andandoci a piedi percorrendo lo stretto di Baring, ma non lo fece solo l'uomo, ma anche altri mammiferi come i mammuth e altri animali dell'epoca e tribù di cacciatori della Siberia. Questi ultimi dovettero aspettare un miglio