La storia della Resistenza Partigiana Italiana: riassunto

Appunto inviato da giosweetly
/5

Riassunto della storia della Resistenza partigiana italiana, dalle sue radici sino alla sua fine (18 pagine formato pdf)

RESISTENZA PARTIGIANA

Le premesse. Con l’armistizio dell’8 settembre 1943 in Italia comincia il periodo più drammatico della seconda guerra mondiale: i tedeschi invadono l’Italia, l’esercito si dissolve e gli anglo-americani avanzano.
L’Italia diviene, dunque, lo scenario si cui si svolgono gli scontri tra eserciti, e tra eserciti e popolazione civile.

Il punto di connessione tra la resistenza e la storia nazionale è il 1943, quando gli Alleati sbarcano in Sicilia, cui seguono i bombardamenti nelle città, l’occupazione tedesca, la guerra partigiana, rastrellamenti di zone di montagna, la guerra civile.
La resistenza politica è resa possibile dal fallimento del regime fascista, della classe dirigente nazionale, e il suo obiettivo stava nel realizzare una marcata discontinuità col regime fascista, con la monarchia. Accanto alla resistenza politica, organizzata e consapevole militarmente e politicamente, si va delineando la resistenza nata dalla stanchezza, dal rifiuto della guerra, e si manifesta come renitenza alle nuove leve militari e al lavoro obbligatorio per gli occupanti-alleati tedeschi.

Resistenza partigiana: riassunto e caratteristiche

RESISTENZA PARTIGIANA: RIASSUNTO

All’interno di questa resistenza pochi furono coloro i quali realmente presero parte nella guerra partigiana. Sono, infatti, rare le motivazioni etiche, intellettuali o la consapevolezza storica a spingere alla partecipazione alla guerra partigiana. Il motivo principale di tale fattore sta nella spoliticizzazione e nell’appiattimento delle masse, in particolare degli studenti, a causa del poderoso controllo effettuato dal Partito Fascista sulle scuole, le università, la comunicazione, la cultura, forgiando le menti.
Spesso la Resistenza invece che come un fenomeno storicamente e concretamente strutturato in un contesto ben preciso viene ricostruita come una categoria dello spirito. C’è, invece, una forte interdipendenza tra la “guerra grossa” ed i suoi effetti sulla società italiana, ed entrano in gioco gli Alleati, l’esercito tedesco, la Repubblica sociale, la monarchia ed il governo del Sud.
I fase: le origini (dall’8 settembre alla fine del ’43)
L’8 settembre 1943 fu pronunciato per radio l’armistizio, che pone fine alla guerra dell’Italia contro gli anglo-americani. Non venne fatto alcun cenno esplicito circa l’atteggiamento da assumere nei confronti dell’ex-alleata Germania, alleanza che già si era deteriorata con l’arresto di Mussolini il 25 luglio per ordine del re d’Italia Vittorio Emanuele III. Il 9 settembre il capo del governo Badoglio, i suoi ministri, i capi di stato maggiore dell’esercito, della marina e dell’aviazione si dirigono con la famiglia reale a Bari, già nelle mani degli anglo-americani, dimentichi delle loro responsabilità verso il Paese. Il governo dimostra così incapace di assumere una decisione, mostrando il naufragio della classe politica; a ciò e all’annunciazione della Repubblica di Salò da parte di Mussolini (14 settembre ’43) corrisponde la formazione dei primissimi nuclei armati che si contrappongono all’occupazione tedesca e alla nuova versione dello Stato fascista.

Il ruolo della Resistenza italiana: riassunto

COS'E' LA RESISTENZA IN STORIA

Dissoluzione dell’esercito - In seguito all’armistizio i soldati italiani, sparsi tra Iugoslavia, Grecia, Francia ed isole ioniche, vengono catturati dai tedeschi, maltrattati, sottoposti ai lavori forzati, fucilati. La stragrande maggioranza di essi non aderirà alle forze armate della Repubblica sociale.
L’armistizio e la conseguente fuga dei soldati italiani, per sfuggire alla cattura operata dai tedeschi, segnano dunque la fine della guerra iniziata nel giugno 1940 con l’aggressione alla Francia. Più che una vera e propria fine della guerra, tuttavia, sarebbe più opportuno parlare di una sua metamorfosi, di una nuova fase che ha come obiettivo nemico i tedeschi. Parallelamente allo sbandamento dei soldati, la fuga del re e la dissoluzione dell’esercito producono come conseguenza una perdita di punti di riferimento per il popolo italiano, che inizia a sviluppare un sentimento di solidarietà nei confronti dei soldati fuggitivi. Il popolo italiano che aveva assaporato la sconfitta ora porta in sé il germe della ripresa, alimentato dal senso di offese inflitte e subite, dal disgusto per l’ingiustizia in cui era vissuto. L’intera classe dirigente ha ormai perso la credibilità, aprendo una nuova fase politica in cui anche gli antifascisti moderati come Benedetto Croce non vogliono lasciare più posto a Vittorio Emanuele III.

Resistenza italiana: riassunto