Il rifiorire delle città e del commercio nel Mediterraneo

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Città e commercio nel Mediterraneo nel primo millennio dopo Cristo (5 pagine formato doc)

IL COMMERCIO NEL MEDITERRANEO

Il rifiorire delle città e del commercio nel Mediterraneo.

Già prima dell'Anno Mille il pellegrinaggio in Terrasanta aveva assunto il carattere di penitenza, una penitenza dura se si considera che viaggiare, anche per mare, costituiva nel medioevo un rischio effettivo; insicurezza delle strade, incontri pericolosi, incertezza sui ricoveri dei quali un viaggiatore poteva disporre. Dal X secolo l'area balcanica e danubiana era più facilmente transitabile grazie alla conversione degli ungari e dei bulgari, e Costantinopoli (tappa obbligata verso i Luoghi Santi) era divenuta raggiungibile senza troppi disagi, in parte navigando il Danubio e in parte attraverso le strade militari bizantine, le uniche veramente efficienti in tutto l'Occidente cristiano. Vi si poteva accedere anche immettendosi nella cosiddetta via Francigena, nel tratto che attraversava la penisola italica dalle Alpi occidentali alla Puglia, toccando Roma, mèta anch'essa di pellegrinaggio alla tomba dell'apostolo Pietro.

Colonizzazione greca e fenicia nel Mediterraneo

IL COMMERCIO NEL MEDIOEVO

Al di là dell'Adriatico la via Francigena si congiungeva con la Egnazia, l'antica via romana, che conduceva comodamente fino a Costantinopoli.

Più oltre bisognava affidarsi alla protezione divina. Il penitente si metteva in cammino con il suo bordone, la scarsella, il largo cappello e la lunga veste con cappuccio (la "schiavina"); erano questi gli elementi che caratterizzavano il pellegrino, e la decorazione della palma sull'abito o sul cappello precisava che la sua mèta era Gerusalemme. Tutto ciò di cui egli aveva bisogno era un poco di cibo e un riparo quotidiano, ed entrambe le cose gli venivano offerte "per amore di Dio" nei vari ostelli annessi ai monasteri che incontrava lungo il percorso.
Le isole del Mediterraneo furono uno dei cardini del commercio marittimo, ma solo la Sicilia ebbe un ruolo rilevante anche sotto il profilo politico. Le altre isole, anche le più grandi, pur essendo oggetto di contesa per la loro posizione strategica, rimasero a lungo dei mondi isolati ai margini della civilizzazione, oppure, come accadde alle isole dell'Egeo -dove le colonne degli antichi templi venivano macinate per ottenere calce- persero anche la memoria dell’antico splendore. Le isole mediterranee divennero avamposti degli imperi marittimi arabo e bizantino, capisaldi del monopolio commerciale delle repubbliche marinare, basi per le squadre di vigilanza, punti di sosta e di rifornimento, luoghi di esilio o di rifugio dei pirati saraceni e cristiani.

COME AVVENIVANO GLI SCAMBI COMMERCIALI NEL MEDIOEVO

Tuttavia se esse possedevano un qualche valore commerciale, spesso venivano sfruttate fino all'esaurimento: l'allume di alcune isole bizantine dell'Asia Minore, che serviva da fissatore per i tintori, fu ben presto monopolio di Venezia che lo conservò gelosamente; allo stesso modo la canna di Cipro, dalla quale si ricavavano i pani di zucchero, rese l'isola oggetto di contesa e di numerosi e temporanei passaggi di mano.
Quando i normanni la strapparono ai musulmani, la Sicilia era abitata da popoli diversissimi per stirpe, per religione e per costumi, ossia latini, longobardi, greci, arabi, ebrei. I nuovi sovrani, di origine nordica e di madrelingua francese, seppero nondimeno costruire una salda unità, grazie all'opera geniale di assimilazione e alla larga tolleranza. Elementi feudali, cristiani, arabici e greci coesistettero insieme, senza che nessuna intolleranza riuscisse a distruggere la pacifica convivenza. Discendenti di una stirpe nordica, i re normanni regnarono su un dominio cosmopolita, usando indifferentemente ministri greci o inglesi, soldati mori o latini, dotti ebrei o monaci cristiani. Si circondarono del fasto dei sovrani bizantini e imitarono il lusso dei sultani musulmani. La Sicilia era stata lasciata dagli arabi -abilissimi coltivatori, ingegneri e navigatori- in condizioni molto prospere; i conquistatori normanni continuarono sulla stessa strada incrementando i commerci e le industrie; Palermo continuò a essere una delle più fiorenti città dell'intero Mediterraneo ed il suo porto uno dei più frequentati e ricchi di traffici.