Seconda guerra punica: riassunto e cause

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Seconda guerra punica: riassunto, le fasi e le cause dello scontro tra Roma e Cartagine (2 pagine formato doc)

SECONDA GUERRA PUNICA: RIASSUNTO E CAUSE

La seconda guerra punica. I Cartaginesi in Spagna e la preparazione della guerra.

Mentre i Romani erano impegnati nelle lotte contro gli Illiri e i Galli, i Cartaginesi progettavano una rivincita affidando la gestione dei progetti ad Amilcare Barca e poi al genero Asdrubale, affiancato da Annibale, i quali escogitavano la conquista delle zone interne della Spagna. Per dar vita a valide truppe era indispensabile la disponibilità di denaro, rinvenuto dallo sfruttamento dell’argento delle miniere di Sierra Morena.

Seconda guerra punica: riassunto


CAUSE SECONDA GUERRA PUNICA

Il governo romano fu inquietato dai successi di Asdrubale, e quindi costretto a stipulare un accordo: il trattato dell’Ebro, secondo il quale i cartaginesi non avrebbero dovuto estendere i propri disegni egemonici oltre il fiume Ebro.
Alla morte di Asdrubale la conduzione delle missioni di conquista fu affidata ad Annibale, capo dell’esercito punico.

Quest’ ultimo diede vita ad una vera e propria pianificazione, secondo la quale i Cartaginesi avrebbero dovuto valicare le Alpi, redigere l’alleanza con i Galli, gli Etruschi e i Sanniti per chiudere Roma in un cerchio di nemici.
Annibale dunque desiderava suscitare nei Romani una reazione, attaccando una sua alleata: Sagunto. Roma considerò quest’incursione un atto volutamente ostile contro di essa e perciò, dopo aver ricevuto il rifiuto della consegna di Annibale, gli dichiarò guerra.

Prima guerra punica: riassunto


FASI DELLA SECONDA GUERRA PUNICA

Le vittorie di Annibale in Italia. Annibale, dopo aver assoggettato Sagunto, iniziò la concretizzazione del suo progetto, marciando oltre l’Ebro, valicando le Alpi e raggiungendo la pianura padana. Qui ottenne l’alleanza dei Galli, grazie ai quali poté riorganizzare l’esercito, decimato durante il viaggio. Con i Galli Cartagine sconfisse Roma lungo il Trebbia ed il Ticino. Cercando di frenare l’avanzata punica i romani ancora una volta vennero sconfitti sul Lago Trasimeno. Annibale continuò la sua marcia per l’Italia attraverso il Mezzogiorno, sperando nella coalizione delle popolazioni locali. Nel frattempo a Roma venne eletto un dittatore: Quinto Fabio Massimo, il quale suggeriva una tattica di logoramento, organizzata mediante attacchi improvvisi. La sua permanenza, però, fu breve; e la conduzione delle lotte fu affidata a due consoli: Emilio Paolo e Terenzio Varrone, i quali subirono la sconfitta a Canne. I deceduti romani furono tantissimi, compreso Paolo e altri senatori. Gli ufficiali di Annibale desideravano condursi sul Campidoglio per i festeggiamenti, ma il generale ne fu contrario, aspirando alla distruzione totale di Cartagine.