Il regime fascista: caratteristiche

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Approfondimento sulle principali caratteristiche del regime fascista in Italia (7 pagine formato doc)

REGIME FASCISTA: CARATTERISTICHE

La dittatura.

Nel dicembre 1922 Mussolini aveva ottenuto dal Parlamento il potere di emanare decreti legge e aveva costituito il Gran Consiglio del fascismo (composto da membri fascisti destinato ad affiancarsi al governo ufficiale). Nel 1923 con la promessa di controllare la violenza delle squadre fasciste, aveva legalizzato la forza armata del partito, trasformandola in milizia volontaria per la sicurezza nazionale, un esercito che agiva in parte in base allo Stato ma che aveva la funzione di colpire gli antifascisti. Fra il 1925-26 una serie di leggi dà l’avvio a un vero regime dittatoriale fascista.
Vennero sciolti i partiti antifascisti e cosi i loro giornali. E' cancellato il diritto di sciopero. Viene introdotta la pena di morte per i delitti contro la sicurezza dello stato e istituito il tribunale speciale per la difesa dello stato. Mussolini nella sua veste di capo del governo assume il diritto di rispondere soltanto al re e non più al parlamento e riduce il consiglio dei ministri. Le leggi del ’26 denominate “fascistissime”  mettono il potere esecutivo in grado di emanare le direttamente norme giuridiche. Nel 1928 si vara una nuova legge elettorale che consente l’espressione del voto solo nei confronti di una lista unica di candidati fascisti selezionati dal tribunale speciale. Il gran consiglio viene reso organo dello stato; alla polizia si affiancherà la polizia politica (l’Ovra). Nel 1934 vengono istituite le corporazioni  e un anno dopo il Ministero della stampa e propaganda. Viene imposta la tassa sul celibato e rafforzati i divieti contro l’aborto considerato delitto contro l integrità e la sanità della stirpe. Vengono aumentate le pene e si criminalizza anche l’intenzione non seguita dai fatti. Vengono vietati i contraccettivi seguiti dal divieto di vendita, esposizione e produzione di materiale pornografico. In sintesi la  distinzione tipica dello stato liberale tra vita pubblica e privata viene cancellata!

REGIME FASCISTA IN ITALIA

Poteri paralleli. Dal punto di vista istituzionale, il regime fascista non elimina del tutto i poteri esistenti ovvero lo Statuto Albertino, il parlamento e il consiglio dei ministri sebbene svuotati di potere e quasi ignorati. Uno degli aspetti più significativi è che Mussolini non diventa capo dello stato e il re resta il simbolo dell’autorità statale  e capo dell’esercito.
Il nuovo volto del PNF. Il partito fascista è l'unica forza politica organizzata in Italia e va progressivamente rafforzandosi. Lo stato non viene messo in seconda linea rispetto al partito unico e si connota come la struttura burocratico-amministrativa che rende esecutive le diretti ve di Mussolini in quanto capo del governo e duce del fascismo. Il Pnf diventa un corpo gerarchizzato senza peso politico adeguato alla sua mole,un organizzazione che tende ad inquadrare tutto  il paese nella disciplina di regime. Mantiene lo stile agitato dello squadrismo. E riesce ad accreditarsi come il vero spirito patriottico proponendosi come il salvatore dell’Italia dal pericolo bolscevico.

Mussolini e il fascismo: le ragioni del consenso

REGIME FASCISTA: RIASSUNTO

Le riforme della scuola. Una prima riforma del fascismo si era avuta già nel 1923 con il primo governo di Mussolini ed è la Riforma della scuola affidata all’intellettuale Gentile  che assegnava un netto primato alle materie umanistiche. Nel contempo pero il regime cercò di avviare i giovani verso un l’istruzione tecnica (più funzionale alle richieste del mercato del lavoro) creando nuovi istituti professionali. L obiettivo era di fascistizzare la scuola per farne un veicolo di propaganda sia controllando i libri di testo sia fascistizzando gli insegnanti.