Crisi del trecento: cause e conseguenze

Appunto inviato da manuelacucciola
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Riassunto sulla crisi del trecento: cause e conseguenze dei mali dell'epoca, la peste, prezzi e salari, problemi dell'economia signorile, trasformazione della nobiltà, rivolte contadine, la rivolta dei Ciompi e i tempi del lavoro (3 pagine formato doc)

CRISI DEL TRECENTO: CAUSE E CONSEGUENZE

La crisi del 300. I mali dell'epoca.


La peste arrivò in un momento già molto critico per l’Europa:
-    economia aveva perso lo slancio avuto dopo il Mille. La peste ne aumenta la regressione
-    molti mali affliggevano la popolazione:
•    CLIMA: contrariamente a quando pensavano gli abitanti dell’epoca non ci fu un raffreddamento del clima, bensì un aumento della piovosità. Piogge troppo abbondanti soprattutto in corrispondenza delle semine autunnali e primaverili ebbero conseguenze negative sulla produttività, ma non furono la causa principale della crisi
•    GUERRE: i contadini già abituati a saccheggi e ad attacchi di soldati, ma erano comunque episodi saltuari.
Nel ‘300 invece si assiste a una serie di guerre ininterrotte, soprattutto in Francia e nelle Fiandre, che portavano a saccheggi sistematici con i quali i soldati si alimentavano e integravano la paga. Questo fu uno degli elementi più distruttivi, infatti c’è uno stretto rapporto tra il reclutamento di mercenari e i saccheggi sistematici; tra il passaggio dei soldati e la diffusione delle malattie; la frequenza dei saccheggi e l’impossibilità di recupero.
•    PESTILENZE: normalmente il calo demografico dovuto alle pestilenze era recuperato in breve tempo, con nuovi matrimoni, nuove nascite, l’abbassamento dell’età del matrimonio,…  Per quanto riguarda il ‘300 invece la peste aveva un carattere forte e ricorrente, che ostacolò la possibilità di recupero. Tutto ciò causò un regresso demografico e gravi conseguenze sociali ed economiche.

La crisi del trecento: tesina di storia


LA CRISI DEL 300: RIASSUNTO

PREZZI E SALATI
Il calo demografico portò al crollo dei prezzi, soprattutto a quello dei cereali.
Era infatti maggiore il numero dei decessi della parte della popolazione che consuma, ma non produce, di conseguenze si forma un divario tra il numero dei consumatori e quello dei produttori, causando un andamento negativo dei prezzi, ovunque, ad eccezione dell’Italia settentrionale e dell’Olanda. In Lombardia, infatti, l’espansione fu favorita dal sostegno degli imprenditori e dalla manodopera dei regni vicini. In Olanda furono strappate al mare molte terre, ci furono progressi nell’allevamento.
L’espansione demografica porta soprattutto molta mano d’opera e come conseguenza salari piuttosto stabili.
Il calo demografico invece causa una diminuzione dei lavoratori e quindi le prestazioni si fanno più care. I contadini aumentarono il loro potere contrattuale e ottennero condizioni favorevoli.

Crisi del trecento: riassunto


LA PESTE DEL 300

I PROBLEMI DELL’ECONOMIA SIGNORILE
Nel ‘300 la grande azienda andò in crisi; numerosi signori furono costretti ad abbandonare le aziende per svolgere una vita militare.
La crisi provocò:
•    Calo dei prezzi
•    Aumento del prezzo della manodopera
•    Aumento del prezzo delle attrezzature
•    Molte attrezzature andarono in disuso e in rovina
•    Spesso le aziende andarono in mano a amministratori avidi e inefficienti.
Tutto ciò portò alla caduta dei redditi signorili: crolla anche il valore della terra. Con eccezione dell’Italia settentrionale, a causa di una situazione più stabile.
Più stabilità politica + maggiore area dei domini + migliore gestione = le famiglie più nobili resistettero meglio.
Na nobiltà reagisce in vari modi:
•    Aumento del canone d’affitto
•    Nuove corvées
•    Nuove imposte.
Nelle zone dove il potere centrale era debole si ha
•    Espansione dei poteri signorili
•    Diffusione della servitù della gleba
•    Più censi, più corvées
•    Rivolte