La concezione dell'uomo medievale

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Mentalità, sensibilità e atteggiamenti dell'uomo medievale (1 pagine formato txt)

UOMO MEDIEVALE

Riassunto di: Mentalità, sensibilità e atteggiamenti dell'uomo medievale. Il comportamento dell'uomo del medioevo era determinato dell'insicurezza materiale e morale e dalla sua sensibilità. La sua insicurezza più grande era quella della vita futura che non veniva assicurata da nessuno.
L'uomo medievale quindi cerca di appoggiarsi al passato dove trova le autorità: la massima autorità è la scrittura che nasce da semplici citazioni e si evolve in opinioni e infine diventa l'autorità medesima, queste dirigono anche la vita morale. Il sapere è un insieme di citazioni o di "fiori" che si chiamavano anche sentenze e rappresentavano il mezzo per trasmettere i dati dell'attività intellettuale del
Medioevo.

Ossessioni dell'uomo medievale, appunti

CONCEZIONE DELL'UOMO NEL MEDIOEVO

Le Summae che sono una raccolta di sentenze autorevoli, oltre che opprimere in campo intellettuale fanno sentire il peso in tutti i settori della vita. Infatti la verità è un segreto che viene trasmesso in modo quasi ereditario e diffuso più attraverso i racconti orali che per iscritto.
Nelle strutture feudali infatti usanza e consuetudine sono il fondamento del diritto; che era generato da una forza che riusciva a vincere ogni obiezione.
La nobiltà era prima di tutto, in quanto era garantita da un'antica onorabilità e ciò spiega come il numero dei nobili scelti nell'alto clero e fra i santi che nella realtà non la possedevano.
L'autorità era spesso provata attraverso azioni straordinarie o soprannaturali o comunque fuori dalla norma. Anche la scienza ha molte volte per oggetto l'eccezionale perciò studia terremoti, comete, eclissi, ed altri fenomeni naturali. I santi erano proclamati dal popolo, ed i miracoli erano fatto essenziale per la scelta, la prova decisiva è conferita da Dio in quanto sta dalla parte del giusto.

Mentalità medievale e visione del mondo, appunti

MENTALITA' MEDIEVALE E VISIONE RELIGIOSA DELLA VITA

Altro perno su cui gravitava il pensiero medioevale era il simbolismo che consisteva in un contratto, che si collega ad una realtà superiore ed invisibile. Il simbolismo che era universale ed il pensiero davano origine ad una continua scoperta di apparizioni sacre da parte delle persone più colte.
La gente comune si immergeva nella scoperta di amuleti, filtri e formule magiche che venivano diffusi attraverso il commercio. Con queste "chiavi" cercavano di forzare un mondo nascosto alla ricerca dell'eterno e del mondo per salvarsi. I colori smaglianti per gli uomini del Medioevo erano la ricerca del bello e del santo, infatti bellezza e colore erano l'attributo obbligatorio della ricchezza oppure della santità. Il culto della forza fisica è frequente tra i membri dell'aristocrazia militare per i quali la guerra rappresenta una passione.

La figura della donna medievale

MENTALITA' E VISIONE DEL MONDO NEL MEDIOEVO

La vita morale diventa un duello tra il bene ed il male, le virtù e i vizi, e l'anima ed il corpo. L'esaltazione era un modo per cercare e sfuggire a quella realtà deludente ed ingrata della società medioevale. La ricerca continua di intermediazioni dell'oblio o ideatori di evasioni, che si servivano di spezie, bevande eccetera per procurare allucinazioni coinvolge la pluralità delle persone e la Chiesa che non approva questi mezzi magici ne suggerisce altri: digiuni prolungati, pratiche ascetiche, eccetera. In sostanza la Chiesa sostiene il culto dell'anima che è racchiusa nella "brutta" veste del corpo.