La crisi del 29

Appunto inviato da stellinaraffy
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breve appunto sulle cause e le soluzioni alla crisi del '29 (2 pagine formato pdf)

Il crollo di Wall Street di fine OTTOBRE 1929 (il famoso Giovedì Nero) fu la PRIMA manifestazione
FINANZIARIA di una crisi che investiva direttamente gran parte dell'apparato industriale americano e poi
europeo.
Si trattò in sostanza di una CRISI CAPITALISTICA DI SOVRAPPRODUZIONE, anche se i suoi
effetti iniziali si ebbero sul piano finanziario, con il CROLLO delle quotazioni dei TITOLI AZIONARI della
Borsa Americana.
Bisogna quindi distinguere, nell’ambito di questa crisi:
- un aspetto STRUTTURALE, legato alla SOVRAPPRODUZIONE INDUSTRIALE e quindi alla forte crescita
che si ebbe negli USA e nei paesi europei più sviluppati dal '23 al '29;
- un aspetto CONGIUNTURALE (cioè occasionale),legato alle SPECULAZIONI BORSISTICHE ed alla politica
del credito "facile" attuata dalle banche americane( avevano prestato con facilità, negli anni precedenti,
notevoli somme ai privati, i quali le avevano prevalentemente reinvestite in modo speculativo in borsa).
Quando cause strutturali e cause congiunturali SI COMBINARONO, si verificò quel CRACK catastrofico che
fu la crisi del '29. Essa si manifestò con una serie di EFFETTI A CATENA, che trascinarono nel fallimento i
diversi settori dell'economia, che erano interdipendenti.
Schematicamente si può così descrivere questo processo: la polverizzazione dei titoli significò non solo il
fallimento di molti PRIVATI CITTADINI, che avevano speculato comprando e rivendendo continuamente
titoli, ma anche delle stesse AZIENDE proprietarie dei titoli azionari e delle BANCHE, che non solo
avevano prestato soldi ai privati, ma avevano anche concesso CREDITI ALLE AZIENDE ed avevano inoltre
SPECULATO in titoli borsistici: il crollo di Wall Street quindi provocò una SERIE DI FALLIMENTI A CATENA:
dalla borsa alle banche, dalle banche alle industrie, dalle industrie (produzione) al commercio
(distribuzione), tutto il sistema entrò in collasso.
La crisi, nel giro di pochi mesi, dilagò come mai era avvenuto in passato, creando nel giro di pochi mesi
un esercito di disoccupati e di sbandati: tutti gli indici economici scesero (produzione, occupazione,
redditi, salari, investimenti e risparmi ),quello più significativo fu il calo impressionante della produzione
industriale, che scese in alcuni casi più del 50%.
Ma la crisi, nata negli USA, non rimase entro i confini americani, non solo perché gli USA erano già il
maggior paese capitalista del mondo ma anche perché L’INTERDIPENDENZA DEL SISTEMA ECONOMICO
MONDIALE era ormai una realtà, almeno dalla fine della grande guerra; infatti in quegli anni da un lato
Francia ed Inghilterra ricevevano dalla Germania le INDENNITA’ PREVISTE per i danni di guerra, dall’altro
la Germania, in virtù del PIANO DAWES, stava ricevendo ingenti prestiti DALLE BANCHE AMERICANE.
Quando scoppiò la crisi negli USA, le banche americane INTERRUPPERO IL FLUSSO di capitali dall'Europa
provocando, sia in Germania che negli altri paesi, una sorta di "collasso": la Germania, senza i capitali
americani, non riusciva a pagare le quote delle INDENNITA’ ad Inghilterra e Francia.
Pertanto la crisi
statunitense si allargò sul piano internazionale, investendo in particolare i paesi capitalistici e industriali
più sviluppati. In Europa il paese che subì il maggior contraccolpo fu la GERMANIA, in cui la crisi fu più