Democrazia

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Sintesi della storia della democrazia, dagli antichi Greci al giorno d'oggi (4 pagine formato pdf)

La parola democrazia comparve in Grecia per designare, all'origine, non tanto un particolare tipo di organizzazione dello Stato, quanto una concezione politica sostenuta da un partito, che, come partito democratico, si opponeva in loco al partito aristocratico, cioè alla concentrazione del potere nelle mani di poche grandi famiglie.
È quindi logico che il trionfo della democrazia potesse, talora, manifestarsi con l'avvento al potere di un ristretto numero di “demagoghi”, cioè di capipopolo. La modesta estensione e la limitata popolazione delle città-Stato della Grecia, nonché la porzione ridotta degli abitanti che formavano il “popolo”, spiegano come fosse possibile una democrazia diretta, cioè un'assemblea del popolo cui partecipavano tutti i cittadini. Questa assemblea, che era il simbolo stesso del governo popolare, veniva assistita da altre istituzioni rappresentative (assemblee e magistrati eletti dal popolo o estratti a sorte in seno al popolo).


D'altra parte, il popolo, come lo concepivano i Greci, non comprendeva l'insieme della popolazione e neppure la totalità degli uomini adulti: il popolo era l'insieme dei cittadini, concetto fortemente restrittivo, che escludeva gli schiavi, i forestieri domiciliati nella polis (meteci) e quelli a loro assimilati, come coloro che avevano un solo genitore in possesso del diritto di cittadinanza.
Da tutto ciò risulta che non esisteva, in diritto, una differenza reale fra il sistema ateniese, considerato sovente come il tipo stesso di regime democratico, e il sistema spartano, denunciato già dagli Ateniesi come aristocratico.