Il seicento in Europa

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Il seicento in Europa: sintesi che mette in risalto i cambiamenti che caratterizzarono questo secolo dal punto di vista scientifico, politico e sociale (2 pagine formato doc)

IL SEICENTO IN EUROPA

Il seicento - Il seicento è un secolo complesso in quanto presenta due facce: una luccicante e splendente per la cultura barocca, per la nascita del pensiero scientifico moderno e per le nuove teorie politiche.
L’altra invece negava rende il seicento un epoca di crisi: l’epoca della peste, della crisi economica, della controriforma e di duri conflitti politici.
Ma lo stesso concetto di crisi racchiude in se elementi positivi, perché premette uno sviluppo.


Vediamo che il seicento si svincola dal cosiddetto principio di autorità.
Nel medioevo veniva accetta per vera una teoria solo se concordava con quanto scritto da personaggi autorevoli, e ogni conoscenza in questo modo non era altro che una prosecuzione. Gia nell’umanesimo con la riscoperta dei classici era iniziato questo processo di svincolamento, ma solo nel seicento ciò avvenne completamente infatti comincio una sorta di gara con i modelli antichi tesa a perfezionare sempre più i canoni estetici letterari.

Il seicento in Europa: riassunto

IL 600 IN GENERALE

Ciò è quanto affermato dai pensatori più innovativi quali: Telesio, Campanella e Bruno.
Loro infatti sostenevano di abbandonare quel atteggiamento di accettazione, mantenuto fino a quel momento, di quanto accettato dagli autori precedenti e osservare direttamente la natura per scoprire i suoi principi e le sue leggi.
Ad elaborare un vero e proprio metodo fu francio bacon il quale scrisse il “Novum Organum”. La conoscenza per bacon si articolava in due fasi: la prima dove bisognava eliminare ogni tipo di pregiudizio, ovvero gli “idola” e poi bisognava osservare la realtà, attraverso prove sperimentale. Cio’ che propose bacone è cio’ che noi oggi chiamiamo “metodo induttivo”.
L’elaborazione del metodo scientifico ci fu ad opera di Galileo Galilei. Egli applico il rigore della matematica alla spiegazione del mondo naturale: per far ciò occorreva osservare i fenomeni e scomporli nella loro complessità, analizzando tutte le grandezze matematicamente coinvolte.
Gia prima di Galileo altri scienziati come Copernico e Keplero avevano affermato l’ipotesi eliocentrica. Ma solo Galileo Grazie al telescopio da lui inventato, confermò in modo difficilmente constatabile, questa tesi.

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IL 600 IN ITALIA E IN EUROPA

Intanto nel febbraio del 1600 venne messo sul rogo Giordano Bruno, per aver affermato l’esistenza di infiniti mondi. Galileo fiducioso delle sue teorie era convinto che avrebbe convinto anche le gerarchie ecclesiastiche, e avendo fatto tesoro dell’esperienza di Bruno evito il conflitto con la chiesa.
Quando Galileo propose le sue teorie queste vennero subito rifiutate dalla chiesa perché andavano in disaccordo con quanto affermato dalle sacre scritture. Ciononostante Galileo non abbandonò le sue teorie sostenendo che quest’ultime potevano andare in perfetta sincronia con la bibbia in quanto bibbia e natura sono entrambe opere di dio. Infatti la scienza si proponeva all’interpretazione del mondo fisico mentre le Scritture il cui fine è esclusivamente quello morale,essendo scritte in chiave simbolica bisognava interpretarle.