Gli acquedotti di Roma

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Descrizione accurata degli acquedotti dell'Urbe sin dalla loro origine, con mappa riassuntiva (3 pagine formato doc)

Tutti gli acquedotti di Roma sono stati costruiti in tufo e/o peperino mentre le iscrizioni su di essi in Lapis Tiburtina proveniente da Tivoli anche detta travertino. Analizziamo tutti i vari acquedotti dal più antico in poi:

  1. Voluto da Appio Claudio Cieco nel 312a.C
  1. Acquedotto Marcio voluto da Quinto Marcio Rex nel 144a.C . L'acqua, presa sotto i monti Simbruini arriva a Roma sfruttando la pendenza del terreno.
    Non esistendo allora infatti pompe in grado di spingere l'acqua, era necessario seguire la conformazione del territorio anche se molto spesso come in questo caso usare la pendenza non corrispondeva al percorso più breve. Il tubo all'interno dell'acquedotto, chiamato speco, aveva una struttura a parallelepipedo.
    Sono proprio i depositi vulcanici dei Colli Albani a causare questo dislivello del terreno, allungando il percorso delle acque fino a 91,4 km , rifornendo l'urbe di ben 190.000 m3 di acqua al giorno. L'acqua però non è sufficiente per la città in rapida crescita: si decide di costruire un nuovo acquedotto sopra la struttura di quello Marcio.
  1. Acqua Tepola voluta da Gneo Servilio Capitone e Cassio Longino nel 124a.C. Questo acquedotto era alimentato dalle acque provenienti dai Colli Albani che , grazie alla loro attività vulcanica, determinavano la temperatura "tepola" dell'acqua.
  1. Acquedotto Iulio voluto da Marco Agrippa nel 33a.C . Viene usata la stessa struttura degli altri acquedotti ,determinandone l'attuale multipla composizione che ancora oggi ci fa vedere la sovrapposizione delle varie costruzioni idriche.
  1. Acquedotto Claudio costruito nel 52d.C . In questo caso le acque vengono prese direttamente dalle sorgenti dell'Aniene.