Antico Egitto: ricerca

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storia approfondita dell'Antico Egitto. Ricerca sull'Egitto (10 pagine formato doc)

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Egitto (antichità) Sullo scorcio del IV millennio, una potente spinta unitaria, ancora oscura nelle sue origini, portò all'unificazione - o, forse, alla federazione - di alcune piccole entità territoriali, stanziate sui margini del basso corso del Nilo, che intorno al 3000 a.

C. appaiono organizzate in due Stati, probabilmente a regime monarchico: uno settentrionale, comprendente la vasta e fertile pianura del delta del Nilo, l'altro meridionale, comprendente la lunga e stretta fascia di terra bagnata dal corso medio del fiume, dopo la prima cateratta. Secondo l'antico storico Manetone - al quale si deve anche la suddivisione della storia dell'Egitto faraonico in tre grandi periodi (oggi detti Antico, Medio e Nuovo Regno) e in trenta dinastie - l'unificazione avvenne ad opera di un re del regno meridionale.

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Menes il quale assunse il titolo di ''re dell'Alto e del Basso Egitto'', rimasto poi titolo ufficiale dei faraoni.

I limiti cronologici dell'Antico Regno sarebbero 3200-2270 ca. secondo alcuni, 2778-2200 circa secondo altri. Poco sappiamo delle prime due dinastie, durante le quali l'Egitto si consolidò come Stato unitario. Ma con la III dinastia, iniziata da Gioser (circa la metà del III millennio), la civiltà egiziana mostrò di aver già raggiunto un altissimo livello. Gioser portò la capitale a Menfi e fu il primo faraone a farsi costruire un grandioso e originale monumento funerario: la piramide a scalini di Saqqara. Con la IV dinastia si raggiunse l'apogeo dell'Antico Regno e si consolidarono le strutture politiche e amministrative dello Stato, organizzato come una monarchia autoritaria e accentratrice.

Storia dell'Antico Egitto: riassunto


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Alla sommità vi era il faraone, che non era soltanto sovrano assoluto, ma il figlio di dio e dio stesso, incarnatosi per governare il mondo. Sotto di lui, esecutore umano dei voleri del dio re, vi era il visir, coadiuvato da una folta schiera di funzionari che nei gradi più elevati costituivano una vera e propria aristocrazia burocratica, dislocata spesso in provincia per ragioni di ufficio (il territorio dello Stato era diviso in 42 distretti o ''nomi'') ma gravitante sempre intorno alla corte. A partire dalla V dinastia (ca. 2480-2350), tuttavia, fu proprio questa aristocrazia, insieme alla casta sacerdotale, a spingere l'Egitto verso una grave crisi, esplosa nella seconda metà del III millennio, quando il particolarismo dei governanti distrettuali - i nomarchi -, che in molti casi avevano reso ereditaria la carica, e dei sacerdoti, nel tentativo di affrancarsi dall'autorità del faraone, provocò, forse attraverso lunghe lotte, una frattura nell'unità dello Stato. Ebbe così inizio quello che si indica come il ''primo periodo intermedio'', tra i più oscuri della storia dell'Egitto.