L'arretratezza dell'Italia nel 1800

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Descrizione della situazione italiana nel 1800 (1 pagine formato doc)

Intorno alla metà dell’Ottocento, in Italia ci fu un incremento demografico analogo a quello del resto d’Europa.
Ma rispetto ad altri Paesi essa era fortemente arretrata soprattutto in campo industriale.
Per ciò che concerne l’agricoltura essa era ancora a prevalenza estensiva, ci fu l’introduzione di coltivazioni di mais e patate che garantirono risorse alimentari adeguate ma i mezzi utilizzati erano arretrati. Tra il 1700 e la metà del 1800 ci fu un aumento delle colture specializzate come olivi, viti e agrumi che venivano in parte anche esportati. Nel sud Italia c’erano ancora i latifondi, in Toscana si praticava ancora la mezzadria; l’unica zona un po’ più avanzata rispetto alle altre era la Pianura Padana dove si praticava un’agricoltura di tipo intensivo e l’allevamento di bovini e suini.
Perché quindi le condizioni di vita dei contadini non erano migliorate?! La causa principale è da ricercarsi nell’alimentazione: infatti, essa era povera e prevalentemente basata su farinacei (polenta al nord e grano al sud) e quindi povera di frutta, ciò portava ad una forte carenza di vitamine e al successivo sviluppo della pellagra.
Un’altra causa era la presenza di paludi, quindi c’erano molte possibilità di contrarre la malaria, le condizioni igieniche precarie favorivano la diffusione di epidemie e infine le loro abitazioni erano assai misere.
Per quanto riguarda l’industria, invece, vi erano ancora soprattutto industrie di piccole dimensioni. Il settore tessile era quello più sviluppato ma anch’esso era ancora a livelli pre-industriali in quanto non veniva compiuto l’intero ciclo di lavorazione. L’industria siderurgica e meccanica erano fortemente arretrate.