Atene antica: riassunto

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Atene antica: riassunto di storia (4 pagine formato pdf)

ATENE ANTICA: RIASSUNTO

La rivale di Sparta, Atene, è completamente diversa in tutti gli aspetti, iniziamo dalle orgini.

Secondo la leggenda, il mitico re Teseo, protagonista di molte opere letterarie, unificando numerosi villaggi dell’Attica diede vita alla città di Atene (Grecia). L’aspetto morfologico di questo territorio permise a questa città-stato di sviluppare tre diverse attività economiche: grazie alla costa, sviluppò una potente talassocrazia e una delle flotte navali più forti all’epoca, grazie al territorio della pianura sviluppò l’agricoltura e grazie al territorio montano sviluppò la pastorizia; inoltre erano rpesenti anche miniere d’argento e cave di marmo. Atene è inoltre famosa per essere stata la prima polis a instaurare un governo democratico, ma questo non fu immediato come si potrebbe pensare.
All’inizio la città era governata da una monarchia di origine achea che col passare del tempo si trasformò in una aristocrazia. Gli aristocratici costituirono un governo di nove arconti: il re, il comandante dell’esercito, colui che dava il nome all’anno e altri sei che legiferavano e si occupavano della giustizia.

Tesina sull'architettura e urbanistica dell'Atene antica

STORIA DI ATENE BREVE

Inoltre questo gruppo veniva affiancato nell’amministrazione e nell’elaborazione delle leggi da un consiglio detto Aeropago, composto da arconti la cui carica è stata cessata. Il principale problema di questa forma di governo era però la disugualianza sociale e l’assenza di leggi scritte; il sistema si basava infatti su consuetudini secondo le quali gli aristocratici avevano sempre ragione. Intorno al 620 a.C. vennero così istituite delle leggi scritte attribuite a Dracone, il primo legislatore. Queste leggi erano però estremamente rigorose nelle condanne dei reati compiuti ma ancora clementi nei confronti degli aristocratici. Il secondo legislatore, Solone, abolì òa schiavitù per debiti, fece restituire le terre ai contadini e restituì la libertà agli schiavi. Istituì inoltre una timocrazia, ovvero creò delle classi sociali per incenso e non più per nascita; ciò non cambiò molto la situazione, poiché gli aristocratici, oltre che provenire da famiglie nobili, erano anche coloro che avevano più possedimenti, mentre un contadino provienente da un basso ceto sociale non aveva abbastanza possedimenti per “scalare” la nuova struttura sociale. L’intento di Solone, ovvero limitare il potere degli aristocratici consentendo l’ingresso nella vita pubblica anche ad altre classi sociale, funzionò solo in parte, per i motivi precedentemente indicati. Infatti solo i pentacosiomedimni, ovvero i proprietari di grandi quantità di immobili, potevano ambire ad alte cariche politiche. Il malcontento e il contrasto tra le classi sociale crebbe comunque; si ricorse così all’opera di un tiranno, Pisistrato. Costui non eliminò i problemi ma tenne a bada la popolazione. Per farlo assicurò alla città un periodo di crescita economica e prosperità; per farlo diede impulso ai contadini e agli artigiani, favorendo il commercio e la costruzione di opere pubbliche. Inoltre fu abbellita l’acropoli e fu data alla religione una maggior eimportanza; fu anche allestita una campagna espansionistica grazie alla flotta navale. Pisistrato riuscì a lasciare il governo in eredita ai propri figli, Ippia e Ipparco, i quali però vennero l’uno esiliato e l’altro ucciso.

L'organizzazione sociale di Atene

 

LE POLEIS GRECHE SPARTA E ATENE

Nonostante ciò, la tirannide non fu crudele come nella maggior parte delle polis greche e garantì ad Atene un grande benessere. I conflitti però ricominciariono e dopo un lungo periodo intervenne Clistene, il cui scopo era togliere potere agli aristocratici e darlo al popolo. Per farlo divise il territorio dell’Attica in tre parti: la costa, l’interno e la città. La costa sviluppo un grande commercio e veniva chiamata Paralia, l’interno era la parte piò povera e montuosa e veniva chiamata Mesogea mentre la città era circondata da pianure e veniva chiamata Astu. Ogni zona aveva dieci trittie, che a sua volta era formata da diversi demi, ovvero piccole unità amministrative. La popolazione è stat poi divise in dieci tribù, ognuna delle quali possedeva tre membri di tre trittie provenienti da zone diverse. In questo modo Clistene assicurava la partecipazione alla vita politica a tutte le classi sociali, fatta eccezione degli schiavi e dei meteci. Venivano anche sorteggiati, da ogni tribù, cinquecento membri per la Bulè, nuovo Organo dello Stato con il compitio di controllo e di proporre leggi. Anche l’ecclesìa era un altro importante organo; partecipavano tutti i cittadini con vent’anni compiuti e avevano il compito di approvare, modificare, respingere leggi ed eleggere i magistrati e i comandanti dell’esercito ogni anno. Per far in modo che nessun cittadino assumesse troppo potere, venne introdotta la pratica dell’ostracismo: essa consiste nel denunciare ogni minimo accenno di azioni e comportamenti pericolosi per l’equilibrio dello Stato.