I balilla durante il periodo fascista: origine e significato

Appunto inviato da marcop1993
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L'origine del termine balilla, la storia e lo sviluppo del corpo, la scuola e l'educazione secondo il fascismo, il ruolo delle donne e delle madri (2 pagine formato doc)

BALILLA: ORIGINE E SIGNIFICATO

I balilla al tempo del fascismo.

L'origine del nome. L'opera nazionale balilla fu un ente di Stato del Regno d'Italia istituito durante il periodo fascista.
Il nome sembra che derivi da un evento realmente accaduto intorno alla metà del XVIII secolo: si racconta che alla fine del 1746 fosse in atto uno scontro fra il governo della città di Genova e l’esercito austriaco. Alla fine prevalsero questi ultimi che iniziarono poi a requisire le armi e l’artiglieria nemica.
Durante lo spostamento di un grande mortaio da parte di un drappello di soldati austriaci, però, cominciò a piovere violentemente rendendo difficoltosa l’avanzata della pesante arma che sprofondava nella terra bagnata. Il capo del manipolo chiese ai popolani che affollavano la via di aiutarli, quando da un gruppo di giovani che stava assistendo alla scena si fece avanti un ragazzino di nome Giovan Battista Perasso, soprannominato da chi lo conosceva “balilla”, che scagliò un sasso contro i soldati. Fu l’inizio di una fitta sassaiola che costrinse il manipolo di austriaci alla fuga.

OPERA NAZIONALE BALILLA, TESINA

Dopo la marcia su Roma, avvenuta il 28 ottobre 1922, il regime fascista si pose il problema di come diffondere i propri ideali all’interno della società, a cominciare dai giovani. Così nel 1926 fu istituita una legge che sanciva la nascita dell’opera nazionale balilla (ONB). Questa era composta da giovani di età compresa dagli 8 ai 18 anni, doveva affiancare l’istituzione scolastica ed era indirizzata all'assistenza e all'educazione fisica, morale, culturale e religiosa della gioventù.
L’opera nazionale balilla fu suddivisa a seconda del sesso e dell’età in vari corpi: si cominciava sia per i maschi che per le femmine, dai 6 anni per arrivare fino ai 18 e oltre dove si entrava a far parte dei “Fasci giovanili di combattimento”.

CHI ERANO I BALILLA

Mussolini sosteneva che: “L’educazione fascista è morale, fisica, sociale e militare: è rivolta a creare l'uomo armonicamente completo, cioè fascista come noi vogliamo".
Indubbiamente uno dei modi di espandere gli ideali fascisti era quello di educare i bambini già a partire dalle elementari. Ciò avvenne poco alla volta, a partire dalla riforma Gentile del 1923 proseguendo in seguito con gli altri ministri suoi successori. Nel 1929 fu introdotto il libro di testo unico per le elementari e sempre nello stesso anno ai maestri venne imposto il giuramento di fedeltà al regime fascista.
Un altro aspetto importante è la grande considerazione che veniva attribuita alle celebrazioni degli anniversari, alle quali si faceva ricorso in modo costante molto probabilmente con il proposito di incidere sulla memoria collettiva. Un esempio di ciò che è stato detto sopra è il fatto che all’inizio di ogni anno scolastico erano organizzate cerimonie con cortei di bambini in divisa, deposizione di fiori presso i monumenti dei caduti, discorsi, oltre alla riproposizione della gesta della Marcia su Roma.

Opera Nazionale Balilla: tesina

OPERA NAZIONALE BALILLA SPORT

Il ruolo della madre. La donna nel fascismo era considerata sotto un doppio punto di vista, quello cioè di madre e di sposa. La maternità era elevata a dovere nazionale e la donna aveva il compito di esprimere i valori del fascismo. In quegli anni inoltre vennero attuate una serie di misure restrittive verso qualsiasi attività potesse distrarle dallo svolgimento delle loro mansioni, escludendole in tal modo dal lavoro extra domestico e dall’istruzione.