Il rapporto tra colonie inglesi e Madrepatria

Appunto inviato da martigianni
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Riassunto sul rapporto tra le colonie inglesi e la madrepatria (6 pagine formato doc)

COLONIE INGLESI E MADREPATRIA

1 - Spiega qual era il rapporto giuridico-civile ed economico-commerciale che legava le colonie inglesi d’America alla Madrepatria e perché i coloni non si sentivano considerati e trattati come gli inglesi di Inghilterra. Nelle colonie inglesi d’America esistevano, le premesse virtuali per uno sviluppo nazionale autonomo: ciò non significava affatto che i coloni intendessero ribellarsi alla madrepatria, alla quale si professeranno fedeli sin quasi alla vigilia della dichiarazione di indipendenza.

D’altra parte il sovrano d’Inghilterra Giorgio III di Hannover mise in atto un programma sistematico di corruzione del Parlamento per riuscire nella restaurazione dell’assolutismo, non per questo le pretese del Parlamento nei confronti dei coloni divennero, eccessive e intollerabili: Londra, in sostanza, esigeva che i suoi sudditi d’America contribuissero al pagamento delle spese dell’impero, dato che questo aveva pur offerto loro, prima e durante la guerra dei sette anni, una valida copertura contro le offensive francesi.

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RAPPORTO TRA COLONIE INGLESI E MADREPATRIA

Londra ribadiva il monopolio e il divieto a uno sviluppo industriale autonomo delle colonie infatti l’attività economica concessa ai coloni era quella di continuare a rifornire solo l’Inghilterra di materie prime e successivamente di comperare solo dall’Inghilterra i prodotti lavorati, così che i fabbricanti inglesi avevano sempre a disposizione un mercato senza concorrenti.

Possiamo quindi affermare che l’Inghilterra si preoccupava, non solo e non tanto dei loro specifici interessi, ma degli interessi globali dell’impero. Né da una parte, né dall’altra esisteva dunque una volontà deliberata di contrasto, e gli stessi singoli incidenti, non erano di per se stessi, di una tale gravità da determinare una crisi senza ritorno. Se dunque, ciò nonostante, si giunse alla completa rottura fra le colonie e la madrepatria, alla dichiarazione d’indipendenza e alla guerra, ciò significa che, al di là dei singoli episodi, agivano ragioni profonde e oggettive, da individuare come cause reali della rivoluzione americana. Il problema si avvia a soluzione se si riconosce che mai le colonie avrebbero potuto svilupparsi sino a diventare il primo nucleo di quella gigantesca realtà che sono gli Stati Uniti d’America, se fossero rimaste inquadrate e soffocate nell’organizzazione imperiale inglese.

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I CONTRASTI TRA LE TREDICI COLONIE E LA MADREPATRIA

Naturalmente ciò non implica che i coloni potessero “prevedere l’avvenire”: è però certo che i loro leaders, intuivano le mete prossime del loro sviluppo e se le vedevano precluse dall’ingerenza inglese.
La guerra dei sette anni, cui gli stessi coloni avevano dato un contributo, aveva sradicato la dominazione francese dai territori americani, cosicché i coloni non avevano più quell’assoluto bisogno di protezione che era stato uno dei principali motivi di attaccamento alla patria di origine. Inoltre la cultura illuministica, si diffusasi anche oltreoceano, denunciando l’assurdità delle restrizioni frapposte alla libertà di commercio. A ciò si aggiunsero molteplici iniziative del Parlamento, intese, come abbiamo detto, a imporre anche ai coloni di contribuire alle spese dell’impero: si trattava di imposte indirette su generi che, come la melassa usata per la produzione del rhum, avevano per gli Americani un’importanza notevole.

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LE COLONIE INGLESI D'AMERICA: RIASSUNTO

Nel 1765 il governo inglese volle estendere alle colonie una tassa del bollo (stamp act), per la quale ogni uso della carta, nei giornali, nei documenti commerciali, negli atti legali eccetera, era sottoposto a un tributo, accertato appunto mediante apposizione di un bollo. Poiché il consenso dei contribuenti nella determinazione delle imposte era uno dei cardini tradizionali della libertà inglese, i coloni si rifiutarono di ottemperare alla legge e posero l’alternativa di poter inviare i propri rappresentanti in Parlamento, o di essere esonerati da ogni tassa non approvata dai loro rappresentanti.