Cavour e Bismarck a confronto: tema

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Tema sul confronto tra Cavour e Bismarck (2 pagine formato doc)

CAVOUR E BISMARK

Bismarck e Cavour, primi ministri rispettivamente della Prussica e del Piemonte, non sono soltanto i principali artefici dei processi di unificazione della Germania e dell’Italia, ma ne costituiscono anche le figure emblematiche: Egemone il primo nel suo autoritarismo; Legato il secondo, con un rapporto dialettico non solo al parlamento ma alle forze antagoniste( Mazzini e Garibaldi).

Analizzate affinità e divergenze servendovi di tutti i materiali didattici a disposizione.
I maggiori esponenti e promotori dell’unità del regno d’Italia e dell’impero tedesco furono rispettivamente Cavuor e Bismarck.
Cavour, avviato alla carriera militare, prese la decisione di abbandonare l'esercito, nel quale era guardato con sospetto a causa delle sue idee liberali. Ancora giovinetto aveva imparato ad apprezzare la cultura e l’aperta e franca manifestazione critica del pensiero. Politicamente si mise in luce come ministro del gabinetto D’Azeglio e poi come ministro dell’agricoltura e delle finanze. Con l’incarico di primo ministro ebbe la possibilità di applicare in modo più ampio ed organico i suoi programmi liberisti proprio con l’intento di fare del Piemonte uno stato costituzionale e progredito a livello dei maggiori paesi europei. Il nucleo centrale del pensiero politico cavouriano consisteva in una salda concezione liberale che lo spingeva ad avversare le teorie socialiste che cominciavano a circolare nell’Europa occidentale, ma nello stesso tempo lo induceva a sospingere la borghesia più illuminata sulla via di quelle riforme che, migliorando la condizione dei contadini e degli operai, avrebbero costituito la migliore garanzia contro ogni rivolgimento sociale.

Cavour e l'Unità d'Italia: riassunto

CAVOUR E BISMARCK A CONFRONTO

Aperta e innovativa fu la fantasia politica del Cavour di fronte ai problemi di politica estera. Egli infatti inserì il processo risorgimentale nel contesto internazionale e lo sostenne sia con la diplomazia, con l’esercito e con le finanze. A questo proposito Cavour  volle la partecipazione alla guerra di Crimea da parte del Piemonte, ma il suo capolavoro politico rimane il convegno di Plombières mediante il quale seppe gettare le concrete basi di un’alleanza che darà poi ampi frutti.
Bismarck Figlio di un nobile proprietario terriero, entrò in politica nel 1847 come delegato nella prima Dieta di Prussia. Si mise subito in luce per le posizioni rigidamente conservatrici. Fu il leader della destra contrario ad un’unificazione tedesca su basi democratiche e il suo governo si basò sulla preminenza della politica estera su quella interna. A suo giudizio la situazione geopolitica della Germania imponeva, infatti, che la prima potesse essere condotta solo sotto la sovranità illimitata di un governo monarchico indipendente dal parlamento.
Le relazioni internazionali sia di Cavour che di Bismarck si basarono su una rete si alleanze; il primo da abile tessitore, come era stato definito, mirando a porre la questione italiana sul piano europeo trovò appoggio politico e militare in Napoleone III, il secondo con questo sistema volle mantenere la pace in Europa per consentire alla Germania di consolidare e far fruttare la potenza acquisita con l’unificazione. Il suo obiettivo fu quello di isolare la Francia che era stata alleata di Cavour.

PROCESSO DI UNIFICAZIONE ITALIANA

Il processo di unificazione Italiana, nella cui organizzazione prevalse il criterio dell’accentramento sotto i Savoia avvenne tramite tre guerre di indipendenza e fu realizzato prevalentemente dalla borghesia progressista senza l’appoggio delle masse rurali. Ne trassero vantaggio le forze conservatrici. L’unità d’Italia infatti fu minata fin dall’inizio da una profonda frattura fra i ceti borghesi dirigenti e le masse rurali che venivano aizzate contro il nuovo stato di cose dai Borboni e dai Clericali. Bismarck interpretando il diffuso sentimento nazionalistico tedesco ritenne che, al pari del Piemonte, anche la Prussia, grazie alla sua solida economia e alle sue salde tradizioni militari, avrebbe potuto creare uno stato unitario comprendente tutti gli stati germanici che fino ad allora avevano gravitato nell’orbita austriaca. L’azione del Piemonte aveva avuto un significato democratico e liberale, mentre l’opera della Prussia era alquanto lontana dagli ideali democratici e liberali che avevano animato l’operato di Cavour.