La crisi del 300 e le rivolte contadine

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La storia della crisi del 300 e le rivolte popolari del XIV secolo in Francia e a Firenze e le cause degli spopolamenti (peste e altre epidemie) (3 pagine formato doc)

LA CRISI DEL 300 E LE RIVOLTE CONTADINE

L'incremento demografico aveva portato la popolazione ad insediarsi in terre marginali, la cui fragilità era scarsissima.


LA CRISI DEL '300 L'incremento demografico aveva portato la popolazione ad insediarsi in terre marginali, la cui fertilità era scarsissima. Le tecniche agricole non erano progredite, le carestie erano assai frequenti. Vennero abbandonati molti villaggi. Le carestie e le pessime condizioni igieniche (le città erano malsane e umide, le case prive di servizi igienici) portarono numerose epidemie: tifo, colera, vaiolo, lebbra, scrofolosi, malaria.
Comparve anche la peste, che probabilmente aveva un focolaio permanente tra Cina, India e Birmania, e sarebbe arrivata in Europa a causa degli spostamenti determinati dalla creazione dell' Impero mongolo di Gengis Khan. La medicina dell'epoca la riteneva una malattia dell'aria dovuta alle influenze astrali. La prevenzione della peste consisteva quindi in una purificazione del corpo (tramite salassi, purghe, diete) e dell'aria circostante. Gli uomini, sentendosi impotenti contro questa malattia che non conoscevano, facevano ricorso ad amuleti e sortilegi. Molti ritenevano gli ebrei colpevoli del contagio, in quanto `diversi' per eccellenza: colpevoli di aver crocifisso Gesù, di praticare culti simili all'eresia, di esercitare il prestito a interesse e di affamare il popolo.

La crisi del 1300: tema svolto

RIVOLTE POPOLARI DEL XIV SECOLO

L'ECONOMIA. Già prima delle pestilenze l'economia aveva perduto lo slancio che l'aveva caratterizzata dopo il Mille. Le cause sono principalmente tre: il clima (l'aumento della piovosità), le guerre (le scorrerie dei soldati che integravano così la propria paga), la peste (che appesantì notevolmente il calo demografico). Il crollo demografico provocò una forte diminuzione del prezzo del grano, e contemporaneamente l'aumento dei salari rurali, dato che i lavoratori erano molto più rari. Infine molti canoni d'affitto (censi) erano stati fissati in vecchie monete locali, che persero valore per la crisi, diminuendo di fatto gli affitti. L'aumento dei costi e il calo dei profitti provocarono la caduta dei redditi signorili. La nobiltà reagì in vari modi: aumentò i canoni d'affitto introdusse nuove imposte introdusse nuove corvées sostituì la conduzione diretta con la conduzione indiretta, la mezzadria si accaparrò le funzioni ecclesiastiche più prestigiose e che garantivano maggior guadagno si impadronì dei beni della Chiesa utilizzando le critiche che alcuni ambienti religiosi rivolgevano a tali ricchezze riconvertì le aziende in rapporto alle mutate esigenze del mercato, producendo secondo criteri più razionali e solo quelle merci che erano richieste dal mercato, come i prodotti dell'allevamento (così anche l'industria manifatturiera si sviluppò e divenne meno rara e costosa, portando anche ad un miglioramento dell'alimentazione) in Inghilterra chiuse i campi aperti con le enclosures, adibendoli all'allevamento dei propri capi di bestiame.

Riassunto della crisi del 300: cause e conseguenze

LA RIVOLTA DEI CONTADINI 1381

LE RIVOLTE CONTADINE. In Francia. Nel 1358 i contadini francesi si ribellarono alle devastazioni provocate dalla guerra dei 100 anni. Il capo dei rivoltosi era Guillaume Charles, chiamato Jacques Bonhomme, da cui il nome di Jacquerie dato alla rivolta. I contadini ebbero l’appoggio della lega dei mercanti di Parigi, Etienne Marcel. La rivolta fu furiosa ma breve, e venne repressa da Carlo II di Navarra detto il Malvagio.