La crisi del Papato

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La crisi dell'autorità papale e la cattività avignonese (2 pagine formato doc)

LA CRISI DEL PAPATO

La crisi del Papato
•    CELESTINO V E BONIFACIO VIII
-    Dopo il conclave di Onorio III, fu eletto papa Celestino V, un papa eremita, privo di esperienza e rappresentava colui che era esterno ai condizionamenti e alle corruzioni della Chiesa.
Nel 1294, però decise di abdicare, in seguito alle minacce del nuovo papa Bonifacio VIII.
-   Il nuovo papa prese il nome di Bonifacio VIII, passato alla storia come Papa simoniaco (e il suo conclave segnò uno dei passi cruciali della Chiesa.


DURANTE IL CONCLAVE DI BONIFACIO VIII:
-   Il Papa incitò la propria famiglia a scontrarsi con un’altra
-   Il Papa indisse il primo Giubileo della storia
Con il giubileo, il Papa concesse l’indulgenza ai peccati in cambio di un semplice pellegrinaggio
-   Il Papa ebbe uno scontro diretto con la parte laica, quindi la MONARCHIA FRANCESE.

Il papa ad Avignone: storia

LA CRISI DELL'AUTORITA' PAPALE

•    IL TRASFERIMENTO DEL NUCLEO DELLA CHIESA
-   In Francia Dopo la morte di Bonifacio VIII, il nuovo pontefice Clemente V, volle essere consacrato Papa a Lione, e quindi ordinò il trasferimento della Chiesa da Roma ad Avignone.
Dal 1307 al 1377 vi fu un periodo di CATTIVITA’ (prigionia della Chiesa) AVIGNONESE (ad Avignone).
Con Clemente V, il potere papale e quello temporale SI ACCORDARONO:
•    I Papi che venivano eletti erano quelli suggeriti dal re di Francia
•    Il Papa si impegnò a sopprimere l’ordine dei Templari, conquistandone le vaste proprietà terriere.
•    Con Giovanni XXII la Chiesa diventò un grande sistema amministrativo ed economico, con la divulgazione di favoritismi e simonia

Lo scontro tra il papato e l'impero nel Medioevo: riassunto

LA CRISI DELLA CHIESA DEL 300

La Chiesa, quindi in realtà, era al SERVIZIO DELLO STATO.
Dopo il conclave di sette papi francesi, la Chiesa rientrò a Roma ma restava il problema di quale Papa fosse valido: quello di Roma o quello di Avignone.
Questo portò allo scontro tra il Papa romano Urbino VI e Clemente VII, e vi fu un’ulteriore scisma, oltre a quello tra occidente e oriente, tra l’Europa cristiana.
Per porre fine allo scontro, si convocarono diversi Concili
-    In Italia
Roma era invece travolta da un’improvvisa decadenza: con il trasferimento della Chiesa, molte famiglie si trovarono a scontrarsi per governare i territori liberati.
La figura di COLA DI RENZO
La più importante sommossa fu rappresentata dal notaio Cola di Renza, che aiutato dal vicario papale e dal popolo romano, si impegnò a modificare la situazione:
-    Si proclamò TRIBUNO DELLE LIBERTA’ (ruolo inesistente) e LIBERATORE DELLA REPUBBLICA ROMANA.
-    Incitò le città italiane a formare un’unità statale, rifacendosi al modello romano.
-    Ottenne disapprovazioni da parte della nobiltà, che lo costrinse a rinunciare al suo progetto.
La figura di EGIDIO DI ALBORNOZ
Con cardinale Egidio di Albornoz;
-    Vennero approvate le Costituzioni egiziane, le quali determinavano i rapporti tra governo e del papa e i poteri interni.
-    Stese una pianta sulla quale venivano indicati i vari possedimenti papali nell’Italia centrale, conferendo alla Chiesa una struttura omogenea.
-    Nel resto del mondo
La figura di JAN HUS
Jan Hus fu uno dei maggiori esponenti dei movimenti ereticali, che miravano ad un ritorno della Chiesa alle origini povere (PAUPERISMO) e uguale per tutti (EGULITARISMO).
Fu però catturato e messo al rogo, dando vita ad una lunga battaglia tra le autorità imperiali e i boemi antimperiali.

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