Il culto degli alberi presso i Longobardi

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Note sulle tradizione e sulla lingua della popolazione germanica orientale (3 pagine formato doc)

L'albero viene considerato dai Longobardi come elemento sacro, oggetto di venerazione e, in alcuni casi come incarnazione della divinità.



E' risaputo che per i Longobardi il culto degli alberi era un culto fondamentale. Noto, ad esempio, è il caso del frassino Ygadrasil (appellativo di Odino) la cui morte avrebbe segnato la fine del mondo. Nella mitologia Scandinava (la Scandinavia è il territorio originario dei Longobardi) era ritenuto l'albero sacro che sorreggeva i nove mondi nati dal sacrificio del gigante Ymir.

Secondo la tradizione, Yggdrasil, la cui chioma si estendeva a coprire l'universo intero, era sostenuto da tre immense radici che affondavano in tre mondi diversi: la dimora dei giganti, la dimora degli Asi (divinità nordiche) e la terra del freddo.
Presso ciascuna radice si trovava una sorgente. Principio di vita e di morte, Yggdrasil è anche il simbolo di tutto il sapere : per possederlo, Odino dovrà offrirsi in sacrificio, rimanendo appeso per nove giorni a uno dei rami, con la lancia che gli trafigge il fianco.

Durante l'epoca longobarda le promesse di matrimonio erano fatte all'ombra di un gigantesco castagno.

Altra tradizione era la cosidetta "fasgela": un piccolo tronco rigorosamente di legno chiaro (preferibilmente faggio) veniva dato alle fiamme durante la notte di Natale nella piazza del paese.