Decolonizzazione in Africa: riassunto

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Il processo di decolonizzazione in Africa dopo la Seconda guerra mondiale: riassunto sui rapporti col vecchio continente e l'emancipazione dalla Francia (3 pagine formato doc)

DECOLONIZZAZIONE IN AFRICA: RIASSUNTO

Decolonizzazione in Africa.

S’intende per decolonizzazione il processo di emancipazione  e liberazione nazionale dei popoli oppressi dalla dominazione coloniale di alcuni paesi, soprattutto europei (Gran Bretagna, Francia, Portogallo, Spagna, Paesi Bassi, Belgio). La colonizzazione, avvenuta fra il XV e il XX secolo, ha avuto la grave colpa di suddividere l’Africa in una serie di territori, il cui frazionamento si perpetua ancora oggi in una fioritura di stati indipendenti troppo numerosi, determinando - come a volte è stato detto - la “balcanizzazione” dell’Africa.
I paesi di recente indipendenza hanno confini tracciati dalle potenze coloniali: a volte sono piccolissimi, altre volte sono “troppo grandi” e vengono scossi da conflitti interni tra genti di tribù, lingua e fede diverse. Per procedere sulla via dello sviluppo economico e sociale sono spesso costretti a ricorrere al capitale straniero, con tutti i pericoli di dipendenza politico-militare dai paesi finanziatori, e di “soffocamento” economico per l’accumularsi degli interessi sui debiti.

Tesina sulla Decolonizzazione in Algeria

DECOLONIZZAZIONE AFRICANA: RIASSUNTO

Nel 1963 è stata fondata l’Organizzazione per l’Unità Africana (OUA) con l’intento di rafforzare l’unità e la cooperazione tra i paesi africani e di eliminare ogni residua traccia di colonialismo nel continente.
Una delle conseguenze più importanti della seconda guerra mondiale fu l’emancipazione dei popoli coloniali. Essa era già implicita nelle idee di uguaglianza fra le razze, di libertà dei popoli e di giustizia sociale, nel nome delle quali si era combattuto contro il fascismo, il nazismo e l’imperialismo giapponese. Il trionfo di questi principi apparve subito incompatibile con la permanenza in varie regioni del globo di un regime di sfruttamento economico-sociale e di discriminazione etnica. Le aspirazioni all’indipendenza, già manifestatesi da tempo nei popoli africani, ne furono ingigantite ed un grandioso moto di liberazione dilagò da un continente all’altro. Esso assunse carattere ora pacifico ed ora violento; assunse altresì carattere diverso secondo il vario intrecciarsi delle sue vicende con quelle del conflitto di influenze tra USA e URSS, ovvero delle lotte di carattere nazionale con quelle di carattere economico-sociale.

Decolonizzazione africana: riassunto

LA DECOLONIZZAZIONE DOPO LA SECONDA GUERRA MONDIALE

1- L’AFRICA SETTENTRIONALE E LA FRANCIA
Nell’Africa settentrionale, la seconda guerra mondiale portò alla scomparsa del dominio coloniale dell’Italia sulla Libia. Quest’ultima divenne un regno indipendente sotto una dinastia musulmana locale. La guerra portò inoltre ad un’ondata di agitazioni per l’indipendenza nei protettorati francesi del Marocco e della Tunisia, nonché dell’Algeria. La Francia rispose con repressioni, che assunsero carattere particolarmente sanguinoso nel Marocco e in Algeria. Ma il movimento nazionalista continuò nelle sue agitazioni, che scoppiarono infine nella guerra d’Algeria (1954-62), in cui la IV repubblica trovò la sua tomba.
 L’avvento al governo di Mendès-France, nel 1954, portò ad una svolta della politica francese anche nell’Africa settentrionale. Si ebbe, infatti, la concessione dell’indipendenza alla Tunisia, cui più tardi seguì quella del Marocco (1956); quest’ultimo recuperò anche la parte del suo territorio, che sino da allora era stata dominata dalla Spagna. Mendès-France però fu subito costretto a dimettersi e d’altra parte l’Algeria era giuridicamente un territorio francese, anziché una colonia od un protettorato. I governi della IV repubblica continuarono pertanto a combattere contro gli insorti algerini, sinché la stanchezza dell’inutile lotta portò al crollo del regime parlamentare nella Francia stessa. Un colpo di stato, partito da Algeri, portò al governo De Gaulle (1958), il quale instaurò la V repubblica, cioè un regime presidenziale con forte carattere autoritario.