Il dibattito risorgimentale: significato e storia

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Significato e storia del dibattito risorgimentale: il programma politico dei moderati e quello dei democratici (2 pagine formato doc)

IL DIBATTITO RISORGIMENTALE: SIGNIFICATO E STORIA

Il dibattito risorgimentale: L’idea di un’unità nazione in Italia venne fuori nei primi decenni dell’800.

il processo che portò alla formazione di un unico Stato italiano venne definito dalla politica del tempo come Risorgimento, benché comunque questo periodo non coincidesse con la realtà storica.
Lo Stato italiano non era mai esistito mentre la Nazione italiana si erano man mano formata a partire dal Medioevo portando quindi ad un’identità culturale italiana basata su lingua e religione.
Sui mezzi da impiegare per l’unità e per decidere le caratteristiche del nuovo Stato si venne a creare un vero e proprio dibattito definito come dibattito risorgimentale nel quale si contrapponevano le idee della destra risorgimentale, ovvero i moderati, che richiedevano il coinvolgimento dei sovrani nell’unità e che questa venisse raggiunta in modo graduale, alle idee della sinistra risorgimentale, ovvero i democratici, che invece in seguito ai fallimenti dei moti del 20-21 e 30-31 definivano i sovrani inaffidabili e quindi puntavano al coinvolgimento dei popoli per arrivare ad ottenere una repubblica.

Tema sul dibattito politico risorgimentale

IL RISORGIMENTO ITALIANO: RIASSUNTO

Nella schiera dei democratici fece parte anche Giuseppe Mazzini: fin da giovane egli ebbe delle idee patriottiche e democratiche, nel 1830 andò in esilio a Marsiglia dove venne a contatto con l’ambiente degli esuli e le idee di Filippo Buonarrotti e Carlo Bianco di Saint-Jorioz, tutto questo lo portò alla conclusione che vi era la necessità di applicare in Italia il modello spagnolo di rivoluzione popolare, unito a ciò maturò l’idea che il fallimento della carboneria fu a causa della segretezza del programma quindi nel 1831 fondò la Giovine Italia, che aveva un unico obbiettivo quello di unire il Paese liberandolo dai sovrani dispotici; secondo Mazzini l’unico metodo era quello dell’insurrezione da preparare con una vasta propaganda per rendere noti gli scopi ed educare il popolo alla rivolta.


La Giovine Italia, basata sul principio che l’Italia doveva essere una, libera, indipendente, repubblicana, ottenne un’ampia diffusione soprattutto nelle classi medie e popolari urbane, ottenne invece pochi consensi nell’alta borghesia, quindi ebbe un’ampia diffusione ma molto concentrata geograficamente nel nord. Ad essa aderì inoltre Giuseppe Garibaldi.

Storia del Risorgimento italiano: riassunto

RISORGIMENTO PERIODO

La concezione che Mazzini aveva della religione era prettamente romantica: lui infatti, identificava Dio nell’intera umanità e, secondo la sua teoria, era sempre Dio a chiamare gli uomini a contribuire al bene dell’umanità: i singoli individui svolgendo i propri doveri e i popoli nella realizzazione della missione storia; da qui il celebre binomio Dio e Popolo. Il popolo italiano aveva già avuto due fasi: la prima nella quale aveva dominato il mondo con la forza delle armi (Antica Roma), la seconda in cui aveva dominato il mondo con la forza dello Spirito (papi) e quindi Mazzini auspicava la terza fase: ovvero quella in cui l’Italia avrebbe dovuto illuminare il mondo con l’avvento della Roma del popolo, abbattendo l’Impero asburgico e lo Stato pontificio. Per poter raggiungere tali obbiettivi, sempre secondo Mazzini, era indispensabile l’associazionismo: infatti egli criticava l’individualismo settecentesco.
Mazzini era inoltre fortemente contrario alla concezione materialista di Marx poiché non condivideva il principio marxiano della lotta di classe, in quanto rompeva l’unità spirituale del popolo. Secondo la sua teoria era necessario pensare ed agire poiché il pensiero e l’azione non potevano essere due cose disgiunte: da qui il celebre binomio pensiero ed azione.