Da Enea a Romolo

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Appunti sulle leggende riguardanti l'origine di Roma, da Enea a Romolo (2 pagine formato doc)

Sulla fondazione di Roma esistono due antiche leggende che hanno come protagonista rispettivamente l'eroe troiano Enea ed il principe di Alba Longa Romolo.
La prima si collega al ciclo di tradizioni greche incentrate sulla guerra di Troia, mentre la seconda è di origine latina. In epoca storica esse furono unite in un unico racconto attraverso l'espediente di fare di Enea un lontano progenitore di Romolo.

Narrano le fonti (il poeta Virgilio per la parte greca e lo storico Livio per quella latina, entrambi attivi nell'età di Augusto) che Enea, nato dalla dea Venere e dal mortale Anchise, riuscì a fuggire dall'incendio di Troia con il padre ed il figlio verso una terra dove fondare una città e dare inizio ad una nuova stirpe.


Dopo molte peripezie e superata l'ostilità della dea Giunone che ostacolava il suo viaggio verso l'Italia, l'eroe giunse in una regione pianeggiante bagnata dal fiume Tevere: si trattava del Lazio, allora abitato da Etruschi, Volsci, Sabini, Rutuli e Latini.


A questo punto la tradizione greca si fonde con la leggenda latina, che collega la fondazione di Roma a quella delle città di Lavinio e di Alba Longa. Il re dei Latini, prosegue infatti la leggenda, accolse Enea con benevolenza e strinse con lui un'alleanza così forte da arrivare a concedergli in sposa la figlia Lavinia, la cui mano però era già stata promessa al re dei Rutuli, Turno.
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