Gli esclusi dalla polis greca: riassunto

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Polis greca: riassunto delle condizioni di vita delle donne, dei meteci, degli schiavi e dei bambini con riferimenti a Solone e Clistene... (10 pagine formato doc)

POLIS GRECA

Gli esclusi dalla polis greca.

La vita quotidiana e l'educazione, erano molto diverse a Sparta e ad Atene o nelle altre città stato della Grecia antica. Con l'eccezione degli Ateniesi (gli Ateniesi si credevano i migliori di tutti), i Greci delle altre città stato, avevano un'ammirazione invidiosa per gli Spartani. Essi non avrebbero voluto essere Spartani, ma certamente avrebbero voluto che Sparta fosse dalla loro parte durante una guerra.  Gli Spartani erano guerrieri duri, ed i Greci antichi ammiravano la forza.

Storia di Sparta, riassunto

PRINCIPALI POLEIS GRECHE

La popolazione spartana era divisa in tre classi differenziate da netti divari di potere:
a.    gli Spartiati (o abitanti di Sparta), cioè i discendenti dei Dori conquistatori,perlopiù aristocratici, che erano poche migliaia, e godevano di tutti i diritti civili e politici.

Essi possedevano la maggior parte delle terre, e, soli tra gli altri abitanti della Laconia, si dedicavano all'esercizio delle armi e al governo dello Stato. Essi in pratica vivevano come un esercito permanente accampato in mezzo ad un territorio occupato militarmente.
b.    i Perièci (o abitanti all'intorno, del contado), cioè i discendenti dell'antica popolazione indigena (Messeni), o classi medio - basse dei Dori, ai quali i conquistatori avevano lasciato il possesso delle terre. Essi, per quanto più numerosi degli Spartiati, godevano dei soli diritti civili, e, in caso di guerra, servivano nell'esercito come fanteria pesante. Essi erano liberi agricoltori, artigiani, mercanti, e costituivano una borghesia attiva e intelligente.
c.    gli Iloti (nome di origine incerta), anch'essi discendenti dall'antica popolazione indigena dei Messeni, ma ad essi  i conquistatori non avevano lasciato il possesso delle terre. Essi, per quanto più numerosi degli Spartiati e dei Perièci, erano privi di tutti i diritti civili e politici. Erano veri e propri « servi della gleba », che lavoravano le terre degli Spartiati con l'obbligo di dare ad essi una parte dei prodotti del suolo, e, in caso di guerra, servivano nell'esercito come fanteria leggera o nella flotta come rematori. Essi erano inoltre soggetti a violenze ed umiliazioni di ogni genere, perché, dato il loro numero, potevano costituire un pericolo per lo Stato: erano costretti a portare un cappello di cuoio e una veste di pelle di pecora, per distinguersi dal resto della popolazione; venivano uccisi per ogni minimo sospetto; se ne ordinava spesso un massacro per ridurne il numero; e, una volta all'anno, si dichiarava ad essi guerra, salvo concedere subito dopo una tregua.

LA GRECIA DELLE POLEIS

Gli organi del potere politico spartano erano: i due re, la Gerusia, l'Apella, gli Efori
1.    I due re ereditari (diarchia), appartenenti a due distinte dinastie, quella degli Agladi e quella degli Euripòntidi, che fin ai tempi più antichi si erano divise il potere. I re spartani godevano di molti privilegi personali, come il posto d'onore nei banchetti pubblici e nelle feste, la prima parte nella spartizione del bottino, ecc.; ma avevano poteri limitati, come quello di presiedere le adunanze della Gerusìa e dell'Apella, di comandare l’esercito in pace e in guerra (ma sotto la sorveglianza degli Efori), di amministrare la giustizia (ma solo nelle cause riguardanti le eredità e le adozioni), e di dirigere il culto religioso.
2.    la Gerusìa (o Consiglio degli Anziani), che era composta da 28 membri, nominati a vita dall'Assemblea popolare, tra i cittadini che avessero almeno 60 anni (cioè in età libera dal servizio militare). Essa trattava gli affari più importanti dello Stato, preparava i progetti di legge da sottoporre all'Assemblea del popolo, e, inoltre, aveva funzione di tribunale per i reati di sangue e per i processi di carattere politico.