Ricerca sull'età augustea

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ricerca descrittiva dell'età augustea, vista sotto i vari aspetti socio economici (2 pagine formato doc)

Ricerca sull'età augustea - ETÀ AUGUSTEA.

Il primo secolo dopo Cristo ECONOMIA Nel I secolo d.C. dal punto di vista economico, in Italia si viveva un in una situazione di grande benessere, che però nascondeva dei segnali di crisi che non furono a suo tempo riconosciuti. Vi era una grande prosperità economica e una grande disponibilità di liquidi, Roma era una città dove dominava l'opulenza, perché l'Italia aveva ancora l'egemonia sulle province, che erano totalmente sfruttate. Il commercio e l'attività bancaria erano floridissimi.

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Ma il benessere ebbe anche il maleficio di cancellare l'uomo, non ci si domandava da dove provenisse il benessere e neanche quanto sarebbe durato, si spendeva e basta.
Gli indizi della crisi furono: L'espansione del latifondo: è sempre un grave segno, perché ne segue una scarsa utilizzazione del territorio. La piccola e la media proprietà, conseguentemente all'espansione del latifondismo, vanno in crisi, perché non ce la fanno a reggere la concorrenza economica. Quindi i piccoli e medi proprietari sono costretti a vendere i propri terreni ai latifondisti, che di norma non erano imprenditori agricoli e che coltivavano sempre nello stesso modo, con il risultato che il terreno produceva sempre di meno.

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La produzione agricola dell'Italia diminuì vorticosamente. Si verificò una crisi della schiavitù: il sistema economico poggiava sugli schiavi, ma con Augusto e la Pax Romana a Roma non arrivarono più schiavi. I Romani non seppero sostituire il sistema degli schiavi con un altro sistema competitivo. Tutto ciò ebbe due effetti: Uno negativo: sorse un nuovo tipo di schiavitù, che poi sarebbero diventati i futuri servi della gleba del medioevo: gli uomini liberi, indebitandosi, diventavano schiavi. Questi però erano in numero inferiore rispetto alle esigenze dell'economia. Uno "positivo": si ebbe l'avanzare di un nuovo ceto sociale: il ceto dei liberti (schiavi affrancati, che tramite il peculium si erano comprati la propria libertà).

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I liberti, nel I sec. d.C., erano tanti e potenti che erano arrivati fino alle redini del potere, perché erano persone abituate a lavorare, avevano delle conoscenze in ambito amministrativo e quindi anche una potenza economica incredibile e grandi capacità amministrative. Questo rimescolamento sociale è un altro indice di crisi, che porterà poi ad esiti negativi, è infatti segno di una società instabile.