Età di Augusto: cariche, politica e cultura

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L'età di Augusto: cultura, politica e cariche di Ottaviano Augusto (2 pagine formato doc)

ETA' DI AUGUSTO

L'età di Augusto.

Morto Cesare nel 44 a. C. Antonio e Ottaviano si contendono la sua eredità politica. Ottaviano sconfigge Antonio presso Modena(43)e poi si accorda con quest’ultimo e Lepido (governatore della Gallia):questo accordo sarà il 2° triumvirato. Il 2° triumvirato sarà stipulato con l’intento di riordinare la repubblica ma, in realtà, i tre partecipanti all’accordo si spartiranno il potere e le province. Nel 42 Antonio e Ottaviano combattono in Grecia contro Bruto e Cassio, successori di Cesare, riportando a Filippi una grande vittoria (Bruto e Cassio poi si toglieranno la vita).Dopo Filippi Ottaviano e Antonio mettono da parte Lepido, si dividono l’impero nel seguente modo: a Ottaviano l’occidente ad Antonio l’oriente.
Antonio si stabilisce ad Alessandria d’Egitto, dove si invaghisce di Cleopatra, le fa dono di quasi tutte le province orientali e cerca di costituire una monarchia assoluta di stampo ellenistico. Ottaviano ottiene dal senato la dichiarazione di guerra a Cleopatra e Antonio la cui flotta viene definitivamente sconfitta nella battaglia di Azio (31 a.C.).

L'ideologia e la cultura nell'età di Augusto: riassunto

CARICHE DI AUGUSTO

L’atto formale di nascita dell’impero augusteo si ha nel 27 a.C. quando il senato conferisce ad Ottaviano il titolo di imperator (comandante supremo delle forze armate) e in seguito l’imperium proconsulare, la tribunicia potestas (controllo della vita politica), il titolo di Augustus, pontifex maximus, pater patriae. Il governo che Ottaviano instaura è ancora repubblicano nella forma ma ormai monarchico nella sostanza. Infatti l’insieme delle magistrature attribuitegli equivale alla pienezza del dominio assoluto di un monarca.
Assunto il potere si appoggia soprattutto al ceto equestre a danno del patriziato che perde la sua egemonia politica pur mantenendo il suo prestigio sociale. Parallelamente a questo ricambio politico Ottaviano intraprende un’opera di restaurazione in tutti i campi e in particolar modo in quello religioso. Infatti si proclama tutore della pietas tradizionale minacciata dai culti orientali restaura i templi in rovina, ne costruisce di nuovi instaura nuovi ordini sacerdotali, riordina gli antichi collegi (Fratelli Arviali).La riforma religiosa è il punto di partenza per il ripristino della moralità pubblica e privata. Augusto emana infatti delle leggi contro il celibato e l’adulterio e soprattutto stabilisce l’obbligo del matrimonio e sovvenziona le famiglie numerose. La religione tradizionale diventa la garanzia di quel complesso di virtù che fanno parte del mos maiorum e di un tipo di moralità familiare e individuale tipico dell’autentica società patriarcale.

LA CULTURA NELL'ETA' DI AUGUSTO

Augusto nel compito di ricostruzione dello stato non può trascurare la cultura in genere . Soprattutto si propone di valersi dei letterati in appoggio alla sua politica . Egli è cosciente dell’importanza che hanno le lettere nel dare prestigio al suo programma per questo dà personalmente direttive ai letterati per tradurre in arte gli ideali del suo principato. Questo avviene però senza imposizione perché ci sono coincidenze tra i principi programmatici di Augusto e le aspirazioni dei letterati :il periodo di pace era atteso da diverso tempo, la politica a favore dell’Italia e la rivalutazione delle antiche tradizioni è ben accolta perché i letterati provengono dalle classi possidenti italiche tradizionaliste .Inoltre Augusto, accanto ai temi moralistici suggerisce tematiche più propriamente politiche quali la missione universale pacificatrice dell’impero romano e la fede nel destino di Roma.