Il Fascismo in Italia: riassunto

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Il Fascismo in Italia: riassunto sul movimento politico nato in Italia ad iniziativa di Mussolini (2 pagine formato doc)

IL FASCISMO IN ITALIA: RIASSUNTO

A partire dai primi anni del dopoguerra si instaurò in Italia una nuova forza politica sottoforma di dittatura: il Fascismo.


Il fondatore era Benito Mussolini, un ex socialista che definì il suo disegno politico totalitario, perché il suo obbiettivo era quello di costituire uno Stato onnipotente in grado di controllare la vita sociale, politica ed economica dell’intero paese. Il movimento fascista nacque nella riunione in Piazza San Sepolcro a Milano il 23 marzo del 1919 con la costituzione dei Fasci italiani di combattimento.
Il programma iniziale del fascismo costituiva una confusa mistura di elementi sindacalisti, anticlericali, repubblicani e nazionalisti; però si qualificò subito come un movimento antisocialista che ricorreva alla violenza attraverso le famigerate “squadre d’azione”. Nel novembre del 1921 il movimento si trasformò in Partito Nazionale Fascista (PNF)
Il 28 ottobre 1922 le milizie fasciste si radunarono a Roma con la “Marcia su Roma” ottenendo l’incarico a  Mussolini di costituire un nuovo gabinetto.

Il fascismo: riassunto per tesina


BREVE RIASSUNTO SUL FASCISMO: LA CRISTI DELLO STATO LIBERALE

La crisi dello Stato liberale. L’Italia benché uscita vittoriosa dal conflitto mondiale cadde in una profonda crisi politica e sociale. Le tragiche sofferenze diffusero il desiderio di procedere a radicali cambiamenti di ordine politico e sociale. Iniziò cosi il biennio rosso 1919-1920 in cui scatenarono diverse agitazioni popolari che portarono ad importanti conquiste sociali. L’apice di queste sommosse si ebbe con il fenomeno dell’occupazione delle fabbriche, attuato a partire del 1920 con l’occupazione della Fiat.
Coloro che furono favorevoli a questi cambiamenti erano in particolare i partiti di massa. Innanzitutto vi era il partito socialista, lacerato al suo interno tra dualisti, riformisti e massimalisti. All’estrema sinistra del PSI vi era Antonio Gramsci che durante il congresso di Livorno del 1921 diede vita la Partito Comunista D’Italia. L’altro grande partito di massa era il PPI o partito popolare, nato nel 1919 sotto la guida del sacerdote siciliano Don Luigi Sturzo.

Fascismo in Italia e Mussolini: riassunto


MUSSOLINI E IL FASCISMO RIASSUNTO: I PRIMI GOVERNI MUSSOLINI

I primi governi Mussolini. In un primo tempo Mussolini costituì un governo di coalizione con nazionalisti, liberali e PPI. Con la nuova Legge Acerbo del 1923 venne abolito il sistema proporzionale a favore di un maggioritario e in quell’anno il PNF fu il primo partito in Parlamento. In questo periodo furono attuate diverse riforme , la più importante fu quella della scuola  del 1923 che privilegiò la tradizionale cultura umanistica a detrimento di quella tecnica e scientifica.
Però a seguito dell’assassinio del deputato socialista-riformista Giacomo Matteotti (10 giugno 1924), compiuto da sicari fascisti, crebbe nel paese il risentimento per l’illegalità e le violenze delle squadre fasciste, per questo in segno di protesta i deputati delle opposizioni abbandonarono la camera (“Secessione dell’Aventino”). Forte dell’appoggio di Vittorio Emanuele II, il quale continuò a mostrare fiducia, Mussolini decise di affrontare un brusco cambiamento e con il discorso in Parlamento del 3 gennaio del 1925 aprì la fase dittatoriale del suo regime.