Il fenomeno migratorio in Italia

Appunto inviato da silviatrenta
/5

Note relative allo sviluppo del fenomeno migratorio in Italia dalla seconda metà dell'Ottocento ai giorni nostri (5 pagine formato pdf)

Fenomeno dell’emigrazione


Quando una persona decide di emigrare, lo fa per l’azione combinata di fattori di espulsione e fattori di attrazione.
Tra i primi troviamo ad esempio le cattive condizioni sociali ed economiche del paese in cui vive, giudicate non più sostenibili. La situazione di difficoltà può essere strutturale oppure contingente (legata a fatti specifici, ad esempio la fuga degli ebrei dal nazismo dovuta alla paura di essere arrestati, la fuoriuscita degli antifascisti, le carestie, una situazione politica difficile).


Tra i fattori di attrazione rientrano le aspettative di condizioni di vita che in patria non sono possibili.
Su questa base si distinguono vari tipi di emigrazione: di tipo economico, politico, intellettuale (quando in patria gli intellettuali non hanno la possibilità di mettere in pratica la propria formazione), eccetera.


Durante l’ancien régime (e più in generale in regimi non democratici) l’emigrazione era osteggiata (tranne quella che riguarda le minoranze religiose) perché si pensava che perdere popolazione equivalesse a perdere potenza. Questo non vuol dire che il fenomeno non si verificasse: esisteva ad esempio un tipo di
emigrazione interna temporanea legata al lavoro, ad esempio quella effettuata dai pastori.


Fino all’Unità in Italia la situazione era questa, dopodiché cambiò in maniera sensibile, soprattutto a causa del banditismo/brigantaggio praticato nel sud Italia attorno alla metà degli anni ’60 dell’Ottocento.