La fine della civiltà della polis

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Titolo: IV secolo a.C. - La fine della civiltà della polis Descrizione: Disquisizioni sulla crisi delle poleis greke nel IV secolo a.C.. (ottimo 8 pagine!!) (0 pagine formato doc)

LA FINE DELLA CIVILTA' DELLA POLIS - CONTRADDIZIONI E LIMITI DELLA CITTA' STATO 27/03/2000 LA FINE DELLA CIVILTA' DELLA POLIS - CONTRADDIZIONI E LIMITI DELLA CITTA' STATO LA CRISI DEL MODELLO DELLA POLIS Il fallimento di ogni tentativo egemonico Il IV secolo fu caratterizzato da uno stato di guerra quasi costante: dal 404 al 338 (guerra di Cheronea), si susseguirono conflitti sia di ampia portata, sia di carattere locale; se a ciò si aggiunge la fase 431-404 a.C.
(guerra del Peloponneso), si ha che per circa un secolo, le città greche combatterono tra loro quasi senza interruzione. La causa principale di questa situazione fu il fallimento di ogni tentativo egemonico: la lotta per la supremazia, infatti, si risolse in una serie di insuccessi che indebolirono le poleis più forti, e che non permisero l'affermarsi di un assetto di potere definito.
Il fallimento dei tentativi egemonici è senza dubbio legato alle vicende interne delle singole città: Tebe, ad esempio, aveva i suoi punti di forza nei successi militari e nelle personalità dei suoi generali; venuti meno questi elementi, la città non poté che avviarsi ad un progressivo declino. Sparta, invece, crollò per motivi più profondi, tra i quali l'eccessiva rigidità del suo ordinamento, la crisi demografica e i suoi riflessi in campo militare, la mancanza di una vera vocazione imperialista. E' tuttavia l'incapacità di dar vita a stabili organismi sovranazionali che impedì alle maggiori poleis greche di instaurare e mantenere la propria egemonia. I limiti della città-stato come istituzione politica Tale incapacità è legata ai limiti della polis come istituzione politica. La polis era, infatti, un organismo monocellulare. Inoltre, ciascuna città aspirava all'autosufficienza e all'autonomia; ciò ostacolava ogni forma di aggregazione che non avesse come obiettivo l'instaurazione di un sistema egemonico e di sfruttamento, sistema al quale comunque le poleis soggette tentavano puntualmente di sottrarsi. D'altra parte, l'egemonia era indispensabile per l'effettiva realizzazione dell'uguaglianza interna della polis: la città antica era infatti soprattutto un centro di consumo, e dall'esterno assorbiva le risorse necessarie ad assicurare i privilegi legati al diritto di cittadinanza. Libertà all'interno, oppressione all'esterno Una tale struttura politica, dunque, per garantire parità e benessere al suo interno doveva necessariamente esercitare forme di oppressione: tanto poleis come Atene quanto poleis come Sparta scaricavano i costi dell'uguaglianza interna su altri gruppi (Atene sugli alleati-sudditi, Sparta su iloti e perieci). Questa situazione poteva essere modificata solamente creando un tipo di cittadinanza sconnessa all'idea di privilegio; le poleis tradizionali non riuscirono però ad evolversi in questo senso, e si avviarono verso un progressivo esaurimento. La ricerca di alternative: il federalismo Uno dei principali tentativi di elaborare modelli alternativi a quelli dalla città stato portò alla