I geroglifici e gli scriba

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I geroglifici e gli scriba: la scrittura egizia e che cosa significava, chi erano gli scriba e quali erano le loro funzioni (2 pagine formato pdf)

I GEROGLIFICI E GLI SCRIBA

La scrittura geroglifica.

La scrittura geroglifica si è mantenuta quasi uguale per oltre 4000 anni. Gli antichi egizi credevano che fosse stata rivelata agli uomini dal dio Thot, il dio dalla testa di Ibis (uomo con la testa di un uccello). Il termine geroglifico significa SEGNO SACRO INCISO, questo termine fu dato ai geroglifici da Clemente Alessandrino I, ma in realtà gli egiziani chiamavano la loro scrittura PAROLE DIVINE e la rappresentavano con tre simboli: una bandiera, un bastone e tre trattini.
I primi geroglifici comparirono intorno al 3100 a.C. Poco prima dell'unificazione dell'Alto e Basso Egtto, sotto il primo faraone Nemes.

Tema sull'origine della scrittura

GEROGLIFICI EGIZI, SIGNIFICATO

I geroglifici sono segni pittorici e combinano elementi ideografici, sillabici e alfabetici. Un sistema simile di scrittura venne utilizzato dalla civiltà minoica tra il 2000 a.C.

E il 1650 a.C. circa.
I geroglifici erano raffigurati con dei colori, infatti per colorare quest'ultimi venivano usati dei materiali che mescolati con albume d'uovo e colla di pesce formavano i colori, per esempio per fare il bianco veniva usato il gesso o il calcare, il giallo ossido di ferro idratato, il rosso ossido di ferro, il verde la malachite che è un minerale. In seguito la scrittura subì altre evoluzioni e nell'ultimo periodo della storia dell'Antico Egitto si trovarono tre tipi di scrittura egizia, cioè quella GEROGLIFICA, IERATICA e DEMOTICA. Il geroglifico era inciso sulla pietra con uno scalpello o dipinto su pareti appositamente preparate.
Lo ieratico era la scrittura impiegata dai sacerdoti scribi nei libri religiosi ed era una forma di geroglifico abbreviato scritta da destra a sinistra.
Il demotico era una forma semplificata dello ieratico e è stato usato a partire dal 700 a.C. ed era una scrittura usata per descrivere i bisogni della vita quotidiana.

GEROGLIFICI, IDEOGRAMMI

La più antica iscrizione geroglifica è la PALETTA DI NARMER ritrovata nella città di Nekhen e oggi esposta nel Museo Egizio del Cairo. La paletta è a forma di scudo quasi completamente intatta ed è ornata da entrambe le parti. La paletta fu offerta dal re al dio Amon-Ra. La paletta ci narra L'UNIFICAZIONE DEL PAESE . Questo documento è molto importante perché è un esempio dell'arte egiziana, inoltre essa mostra importanti aspetti della struttura della vita sociale dell'epoca. I geroglifici continuarono ad essere usati anche dopo la conquista dell'Egitto con Alessandro Magno e un reperto che lo conferma è la STELE DI ROSETTA. Questa fu scoperta nel 1799 dall'esercito francese guidato da Napoleone. Un altro reperto furono I GEROGLIFICI DI ORAPOLLO e grazie a questi è stato possibile dare una spiegazione ad altri 200 segni.

GEROGLIFICI, SIMBOLI

La scrittura dei segni conta 24 caratteri principali, ma in totale ne conta circa 6900. L'orientamento dei segni può essere in linea o in colonna. I geroglifici scritti orizzontalmente posso essere letti da destra verso sinistra e da sinistra verso destra, mentre quelli scritti verticalmente possono essere letti dall'alto verso il basso. Molti studiosi tentarono di decifrare i geroglifici ma senza risultati, soltanto gli studiosi Thomas Young e Jean-Francois Champollion decifrarono la scrittura egizia agli inizi del XIX secolo.