Gli imperatori del secolo d'oro: riassunto

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Storia degli imperatori romani del secolo d'oro: Traiano, Adriano, Antonino Pio, Marco Aurelio, e l'economia dei primi due secoli dell'età imperiale (3 pagine formato rtf)

IMPERATORI DEL SECOLO D'ORO

Traiano (98-117).

Cenni biografici: M. Ulpio Traiano, figlio adottivo di Nerva. Generale di origine iberica, comandante delle legioni stanziate nella Germania superiore, fu il primo imperatore di origine provinciale. Visione politica generale: Ebbe piena comprensione dei problemi connessi al più che avanzato processo di crescita delle province e, morto Nerva, rimase nella regione del Reno, per rinforzare quel confine. Fu attento a tutti gli aspetti della vita dell’impero.
Politica interna: Rafforzò l'autorità imperiale, seppe unire l'autoritarismo all'equilibrio e alla moderazione: da qui il titolo di Optimus princeps.
Grazie alla sua forza restituì dignità al senato e vi immise nuovi membri provenienti dalle aristocrazie delle province orientali.
Potenziò la burocrazia statale e le affidò effettivo potere amministrativo sul territorio dell'impero, dopo aver ridotto il ruolo dei liberti e aver offerto ampio spazio ai cavalieri.
I rapporti col cristianesimo: Fu il primo a prendere posizione ufficiale nei confronti del cristianesimo, che considerò un fenomeno potenzialmente eversivo. Non persecuzioni, ma ostile diffidenza: un cristiano che, una volta denunciato, non rinunciasse a proclamarsi tale, veniva condannato a morte.

Gli imperatori del principato adottivo

SECOLO D'ORO: ROMA

Politica economica: Notevole impulso con una serie di investimenti: costruzione dei porti di Civitavecchia e di Ancona, prolungamento della via Appia da Benevento a Brindisi.
Politica sociale: Affrontò la forte crisi agricola e demografica che colpì l'Italia:
1) sistematica distribuzione degli alimenta
2) prestiti a basso tasso d'interesse per aiutare le attività dei ceti produttivi.
Politica estera: L'impero non poteva più contare sull'apporto di manodopera degli schiavi, e non aveva al suo interno risorse sufficienti a mantenere il tenore di vita relativamente alto della popolazione libera.
Da qui una politica espansionistica senza precedenti che procurò nuove risorse e ulteriori sbocchi commerciali, ma non riuscì a risolvere i problemi sociali ed economici che l'avevano causata.
Campagne militari: 101-106: sottomissione e riduzione in provincia della Dacia, l’attuale Romania (varie tribù barbare si erano coalizzate contro Roma) che venne abitata da numerosi coloni romani.
Campagna orientale: sottomissione e trasformazione in provincia del regno nabateo dell'Arabia Nord - occidentale, zona fondamentale per i traffici commerciali dall'Arabia e dal Mar Rosso verso le coste della Palestina.
Armenia, Assiria e Mesopotomia diventarono province romane (stop all'influenza dei Parti.

IMPERATORI DEL SECOLO D'ORO: ADRIANO

Adriano (117-138). Cenni biografici: P. Elio Adriano, di origine iberica, venne acclamato imperatore dalle legioni orientali. Adottato tardivamente da Traiano ottenne presto il riconoscimento del senato. Era poco più che quarantenne, aveva una solida cultura di matrice greca, aveva compiuto un lungo apprendistato militare e conosceva bene le frontiere settentrionali e orientali dell'impero.
Visione politica generale: Stile di governo modellato su quello dei monarchi orientali: tentativo di unire concezione assolutistica del potere imperiale e ideale filosofico di saggezza. Anche se con moderazione, voleva  essere considerato pari ad una divinità.
Era consapevole dei problemi conseguenti alle conquiste di Traiano.
Politica interna: Proseguì nell’opera di rafforzamento della burocrazia statale continuando a reclutare funzionari tra i cavalieri, ma estese la dignità equestre a tutti coloro che, al di là del censo, erano preparati giuridicamente e militarmente. Al vertice dei funzionari imperiali = il "Consilium principis", burocrati statali controllati dall'imperatore. Senato e magistrature repub= blicane perdono ogni significato.