Rivoluzione francese: interpretazione marxista

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Riassunto sui caratteri fondamentali delle posizioni di Mathiez e Soboul sull'interpretazione marxista della Rivoluzione francese (4 pagine formato doc)

RIVOLUZIONE FRANCESE: INTERPRETAZIONE MARXISTA

L’interpretazione marxista della Rivoluzione francese

L’interpretazione di Karl Marx della Rivoluzione francese prese il via dall’analisi di Jean Jaurès nella “Storia socialista della Rivoluzione francese”.

Egli esaminò questo evento dal basso, dimostrando che portò all’affermazione del capitalismo.

CAPITALISMO: Sistema economico-sociale caratterizzato dalla proprietà privata dei mezzi di produzione e della conseguente separazione tra classe dei capitalisti e classe dei lavoratori.

Mathiez e Soboul: storici francesi che seguirono l’interpretazione marxista della Rivoluzione francese definita “classica”.

Corrente storiografica che prese il via da Jaurès e che, nell’analisi della rivoluzione, centrava l’attenzione sui problemi economici, sulle classi popolari e sui rapporti sociali.

Interpretazioni storiografiche della Rivoluzione francese

INTERPRETAZIONI STORIOGRAFICHE DELLA RIVOLUZIONE FRANCESE

ALBERT MATHIEZ
Visse tra il 1874 e il 1932, insegnò Storia della Rivoluzione alla Sorbona e nelle sue interpretazioni marxiste ebbe come riferimento essenziale Jaurès.
Interpretazione di Mathiez:
• Rivoluzioni= un lavoro sotterraneo che dura a lungo prima di scoppiare Rivoluzione francese lenta preparazione
• Cause rivoluzione:
- Produttori più potenza MA il lavoro non aumentava
- Nobiltà= inutilità era conferita per nascita ed era sempre più insopportabile per chi creava e si procurava la ricchezza
- Borghesia= maggior parte del capitale francese
Era più sensibile alle Condannata dalle classi
classi inferiori inferiori

RIVOLUZIONE E CAROVITA:

Tra i problemi della Rivoluzione francese ci fu la crisi finanziaria e l’incapacità della classe politica di risolverla in modo adeguato:

Crisi finanziaria: carovita causato dall’inflazione ASSEGNATI = “moneta cattiva”

ASSEGNATI: è una moneta istituita durante la Rivoluzione francese.
Inizialmente era un titolo di prestito emesso dal Tesoro nel 1789, il cui valore era assegnato sui beni nazionali.

Nel 1791 divenne una moneta cartacea e le assemblee rivoluzionarie ne moltiplicarono le emissioni, causando una forte inflazione.

Rivoluzione francese: riassunto dettagliato

INTERPRETAZIONI DELLA RIVOLUZIONE FRANCESE

Per paura di scontentare i possidenti che acquistavano i beni nazionali le Assemblee non richiesero il giusto e puntuale pagamento delle tasse
Tutti coloro che non avevano nulla da vendere o che compravano più di quanto vendevano furono vittime dell’inflazione
Le classi popolari volevano tornare al vecchio sistema in vigore con la monarchia dichiarazioni, censimenti, vendita obbligatoria sui mercati, requisizioni e calmieri
Questa politica diede effetti opposti rispetto a quelli che si verificarono durante la monarchia

“Il popolo minuto fece , altrettanto dei preti e degli emigrati, le spese della Rivoluzione. La borghesia […] finì con l’assidere la propria potenza sull’inflazione”

(A. Mathiez, “Carovita e lotte sociali nella Rivoluzione Francese”)

Rivoluzione francese: riassunto

LA RIVOLUZIONE FRANCESE COME RIVOLUZIONE BORGHESE

ALBERT SOBOUL
Visse tra il 1914 e il 1982 e dal ’67 insegnò Storia della Rivoluzione francese alla Sorbona. Scelse Marx come riferimento intellettuale nelle sue analisi.

Rivoluzione = scontro politico tra una borghesia economicamente matura e un assetto giuridico feudale = momento culminante della transizione dal feudalesimo al capitalismo.

Rivoluzione francese = modella classico della rivoluzione borghese

“La sua [della Rivoluzione] caratteristica fondamentale è di avere realizzato l’unità nazionale del paese in base alla distruzione del regime delle signorie e degli ordini privilegiati del feudalesimo”.