L'Italia del 400: riassunto

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La situazione italiana nel corso del '400: la Repubblica di Venezia, la cavalleria nel Medioevo, storia della gastronomia, le donne medievali, il Ducato di Milano, la leggenda del fantasma di Azzurrina e la magia (19 pagine formato doc)

ITALIA 400

La situazione italiana nel corso del 400 - Solo in alcune città fiamminghe e tedesche alla fine del 400 si poteva trovare qualcosa di paragonabile alle grandi banche di Firenze, Genova e Milano, ai tessuti di seta e alle industrie dei comuni italiani.

Senza paragoni era poi la civiltà dell'umanesimo italiano, la fioritura artistica italiana, la raffinatezza delle corti della nostra penisola.
Ancora le navi Veneziane e Genovesi detenevano il grosso del commercio nel Mediterraneo, mentre l'agricoltura della Pianura Padana r della toscana erano all'avanguardia per la modernità delle tecniche produttive.
Glia artigiani italiani degli stucchi, della scultura e della pittura erano richiesti in tutta l'Europa.
Mentre nei piccoli stati italiani si sviluppavano ricchezza e bellezza, in Francia e in Spagna i sovrani portavano a compimento un poderoso processo di unificazione e di modernizzazione dello stato e basavano il loro potere su un esercito formidabile per numero di soldati e potenza degli armamenti. Alla fine del felice periodo di tranquillità seguito alla pace di Lodi Spagna e Francia faranno un boccone degli staterelli italiani deboli e divisi.

Tutto sul Medioevo

L'ITALIA DEL 400 RIASSUNTO

Mentre Francia, Spagna ed Inghilterra, raggiungevano la propria unità nazionale, nessuno stato italiano era abbastanza forte da imporsi su tutta la penisola o da poter sostenere da solo l'urto delle grandi potenze straniere; nello stesso tempo i vari stati erano troppo divisi per far fronte comune contro gli stranieri. Le piccole compagnie di ventura operanti in Italia non potevano reggere il confronto con i poderosi eserciti delle grandi monarchie europee.
Nei diversi stati italiani esisteva un distacco completo tra gli interessi di una ristretta oligarchia che deteneva tutti i poteri e tutte le ricchezze e il resto della popolazione che non contava niente e non aveva potere contrattuale.

L'Italia nel 300 e 400: riassunto

ITALIA RINASCIMENTALE

La ristretta oligarchia che deteneva il potere preferiva affidare la propria sicurezza alle truppe mercenarie piuttosto che pensare ad un esercito di popolo.
Venezia fu la sola eccezione alla regola di affidare tutta la propria difesa ad un esercito mercenario e poté sempre contare sulla solidarietà della popolazione.
Le grandi ricchezze dei mercanti e dei banchieri italiani conservavano una forte connotazione di precarietà: rapidi e ingenti guadagni si alternavano a crolli improvvisi. Un naufragio o un assalto di corsari potevano mandare in rovina un mercante mentre un banchiere poteva fallire perché un governo da lui finanziato diventava insolvente o veniva soppiantato dai suoi avversari politici.

Pensiero politico nell'Italia del 400: riassunto

SIGNORIE ITALIANE 1400

Per questo i signori rinascimentali erano spietati e crudeli con i loro nemici e altrettanto spietati nello sfruttamento dei ceti subalterni.
Essendo meno esposta ai pericoli insiti nel commercio e nella finanza la proprietà fondiaria era molto ambita dai signori del tempo, i quali, investendo nell'agricoltura, ottennero un aumento della produzione e la diffusione della mezzadria. Contrariamente a quanto succedeva in Francia, Spagna o Inghilterra, dove il re si poneva come un baluardo in difesa di borghesi e contadini contro le violenze dei nobili, in Italia le fasce deboli conoscevano solo le violenze del potere, senza alcun riconoscimento di diritti.